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Giovedì 29 gennaio 2015 - 21:10

Renzi compatta Pd su Mattarella: ora siate maturi

Bersani: sanata ferita dei 101. Quarta votazione decisiva
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Roma, 29 gen. (askanews) – Matteo Renzi ha ricompattato il Pd sul nome di Sergio Mattarella al Quirinale. Il presidente del consiglio ha ottenuto oggi un voto unanime dall’assemblea dei grandi elettori dem. La minoranza gli ha riconosciuto subito di aver mantenuto l’impegno a privilegiare le scelte all’interno del partito piuttosto che il patto del Nazareno, tanto che uno dei suoi avversari più duri come Stefano Fassina dopo il voto ha detto: “è una vittoria del Pd e della democrazia”. Ma ora Renzi chiede ai suoi di dimostrare “maturità” ossia di non farsi tentare da giochini per danneggiarlo e le 538 schede bianche della prima votazione sono forse un primo segnale di lealtà.

Dopo settimane di tensioni e scontri, anche molto duri, più di un parlamentare sottolinea come la scelta di Renzi sia stata utile anche a recuperare un rapporto tra le varie anime del partito. Ad aiutare la “riconciliazione” anche il discorso senza peli sulla lingua che il segretario-premier ha fatto questa mattina ufficializzando la candidatura di Mattarella: “Se si sceglie un candidato del Pd, si va su quel candidato. Dopo non ci sono altri candidati del Pd. Ci giochiamo la credibilità”. All’uscita dalla riunione il leader della minoranza, Pier Luigi Bersani, ha certificato: “la ferita dei 101 è stata sanata. L’altra volta è mancata la lealtà. Stavolta un pò anche grazie a me ci sarà lealtà e responsabilità”.

Segno di un clima diverso nel Pd anche l’ottimismo di Enrico Letta, che tornato come accade ormai di rado in Transatlantico, ha sponsorizzato volentieri il candidato del Pd anche perchè rispetto al 2013 ha ammesso “è tutta un’altra cosa, il clima è molto diverso. E’ il segno che la legislatura si è evoluta: siamo arrivati a fare un cosa che due anni fa non siamo riusciti a fare”. D’altra parte la giornata della candidatura Mattarella si è aperta con il niet di Romano Prodi alla possibilità di essere candidato da partiti diversi dal Pd. E Walter Veltroni è stato il primo a benedire la corsa di Mattarella: “è la scelta giusta per il Quirinale”.

Non manca ovviamente la delusione di chi in fondo tifava per qualche ex segretario da tirare fuori all’ultimo momento, ma il nome di Mattarella è difficile da criticare per un parlamentare dem. Renzi poi ha spiazzato anche quelli che temevano avrebbe privilegiato il patto del Nazareno, il premier infatti al momento dovrà andare avanti senza i voti di Berlusconi e forse anche senza quelli degli alleati di governo di Ncd ecco perchè, tra le poche voci scettiche, Pippo Civati, fa notare che “i numeri sono molto risicati” e quindi non è detto che finisca davvero così.

Sulla carta il Pd con Sel, parte del gruppo Misto e altri pezzi di maggioranza può contare già su circa 550 voti sufficienti a eleggere, da solo, il Presidente alla quarta votazione. Ma la platea dei sostenitori potrebbe anche allargarsi come dimostrano alcune voci, per ora isolate, che provengono dal gruppo Grandi autonomie e libertà e di chi nel segreto dell’urna, come sostenevano alcuni deputati dem in Transatlantico, magari proveniendo dalla stessa storia politica di Mattarella nella vecchia Dc, possa lasciarsi tentare dal dargli il suo voto.

Domani ci saranno altri due scrutini con la maggioranza dei due terzi e il Pd voterà ancora scheda bianca. La votazione decisiva sarà quella di sabato quando il quorum richiesto scenderà a 505 voti.

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