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Lunedì 26 gennaio 2015 - 19:12

Quirinale, Sel e Civati al lavoro ancora per Prodi, M5S diviso

Domani riunione a Milano con Grillo e Casaleggio
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Roma, 26 gen. (askanews) – A tre giorni dalla prima votazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione del presidente della Repubblica, è attivissimo il fronte di chi vorrebbe Romano Prodi al Quirinale: Sel e minoranza Pd cercano la sponda del Movimento 5 Stelle dove il dibattito sul nome del professore è apertissimo e divide. Domani il direttorio farà il punto a Milano con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio mentre la linea ufficiale resta quella, sancita sul blog giovedì scorso e ribadita nei giorni successivi fino a oggi, di sollecitare al premier Matteo Renzi una rosa di nomi da sottoporre agli iscritti online.

Mentre questa mattina il presidente del Consiglio spiegava ai deputati Pd che alle prime tre votazioni il gruppo dovrà votare scheda bianca per poi convergere alla quarta su un nome secco, il deputato dem Pippo Civati ha chiesto in una lettera inviata alla segreteria del partito di esprimersi chiaramente sulla candidatura di Prodi per il Colle: “Su Prodi c’è bisogno di una risposta seria e di una verifica anche dentro il Parlamento”, ha spiegato su twitter. “E’ una proposta come possono essercene altre – è stata la replica del vicesegretario Pd Lorenzo Guerini – non è il momento dei nomi adesso, bisogna fare i nomi partendo dal metodo”.

Ma sul nome dell’ex premier è attiva anche Sel che domani vedrà Renzi alle 20.15 nell’ambito delle consultazioni del Pd per il capo dello Stato. Il capogruppo vendoliano alla Camera, Arturo Scotto, ha spiegato in una nota che all’incontro ci andrà “con uno spirito collaborativo, provando a trovare insieme delle soluzioni positive. Tuttavia due cose per noi sono assolutamente inaccettabili: un candidato che interpreti alla lettera il patto del Nazareno e allo stesso tempo l’idea che la partita si chiuda alla quarta votazione. Siamo contrari a che si voti scheda bianca e quindi Sel comincerà a votare già dalla prima votazione”. Il voto, riferiscono fonti parlamentari, sarà per Prodi ma, pallottoliere alla mano, i numeri che potrebbe raccogliere il Professore al primo scrutinio sono assolutamente incerti: “Un range tra i 33 e i 300”, scherza un deputato pronto a votarlo.

Anche i 5 stelle si interrogano sul nome di Prodi, una parte di loro lo voterebbe ma il dibattito è aperto. Domani se ne parlerà a Milano con Grillo e Casaleggio: alcuni del direttorio saranno presenti fisicamente, altri in collegamento telefonico. E si parlerà anche dei dieci dissidenti che sarebbero pronti allo strappo prima dell’inizio degli scrutini per il capo dello Stato: “Non è un mistero che ci siano persone che non si rivedono più nel movimento”, dice Carla Rocco, membro del direttorio, intervistata dalla Stampatv. “Le sorprese sono sempre dietro l’angolo”, ammette ma assicura: “Noi sul Quirinale alla fine avremo una linea definita e compatta”. Come dire, chi non sarà d’accordo può accomodarsi alla porta.

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