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Sabato 3 gennaio 2015 - 16:59

Convegno in difesa famiglia con Maroni, è polemica. Pd: omofobia

Critiche per l'uso del logo di Expo 2015 nella locandina
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Milano, 3 gen. (askanews) – Si intitola “Difendere la famiglia per difendere la comunità” il convegno in calendario il 17 gennaio prossimo a Milano che alimenta lo scontro politico. Il convegno, che si terrà all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia e prevede in chiusura l’intervento del presidente della regione Roberto Maroni, ha sulla locandina il logo di Expo 2015, ed è organizzato in collaborazione con Alleanza Cattolica, Fondazione Tempi, Nonni 2.0 e Obiettivo Chaire. È la presenza di questa associazione ad avere scatenato proteste e polemiche.

Sul sito gli associati si presentano come persone che “si sono proposte di rispondere alla richiesta di aiuto pervenuta da molte persone, giovani e meno giovani, feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale”. Tra gli obiettivi dichiarati c’è “la ricerca delle cause (spirituali, psicologiche, culturali, storiche) che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”.

L’uso del logo di Expo 2015 sulla locandina dell’evento ha scatenato le critiche dell’Arcigay: il presidente Flavio Romani ha parlato di “uso sconsiderato del logo, quasi che l’omofobia e l’ignoranza ottusa del governatore Maroni fossero gioielli da mostrare in vetrina, da far conoscere al mondo”.

Contro l’uso del logo si è schierato anche il Pd. “I contenuti del convegno del 17 gennaio e le posizioni della giunta Maroni e della sua maggioranza consiliare rimangono purtroppo molto indietro rispetto al sentire comune dei cittadini lombardi che dovrebbero rappresentare. L’omofobia e le posizioni retrive non sono certo un buon biglietto da visita per Expo 2015” ha commentato Sara Valmaggi, esponente del partito e vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia.

I Giovani democratici hanno annunciato un presidio fuori dall’Auditorium durante il convegno: “Andiamo a ricordare a Maroni che di famiglia non ce n’è una sola” hanno spiegato gli organizzatori della contro-manifestazione, che si terrà in contemporanea il 17 gennaio.

In difesa dell’evento e del patrocinio dato dalla Regione si sono invece schierati Cristina Cappellini, assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie, e il capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Massimiliano Romeo, tra i partecipanti al convegno.

“Il convegno promosso legittimamente e convintamente da Regione Lombardia ha come unico scopo quello di riflettere sul valore e sul futuro della famiglia naturale, che per noi rappresenta il modello cardine di famiglia” ha detto l’assessore Cappellini. “Le offese, le minacce e le reazioni scomposte a cui stiamo assistendo, da parte di chi non la pensa come noi, sono sintomo di intolleranza, oltre che il frutto di una strumentalizzazione politica” ha aggiunto in riferimento alle critiche del Pd.

“Ormai la famiglia tradizionale è una specie da proteggere – ha commentato il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Massimiliano Romeo – tutte le volte che si organizza qualcosa sulla famiglia scoppia il finimondo, forse questo significa che l’obiettivo di certe associazioni non è tanto quello di difendere i diritti dei gay ma piuttosto di distruggere il concetto di famiglia tradizionale”.

L’incontro, ha spiegato ancora Romeo, prepara la grande festa della famiglia tradizionale che la Regione terrà presumibilmente in primavera, così come stabilito dall’ordine del giorno votato dal Consiglio regionale e di cui l’esponente leghista è primo firmatario.

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