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Venerdì 1 agosto 2014 - 12:05

Opposizioni disertano riforma Senato: tolleranza zero Grasso no

M5S imbavagliati in aula, gli altri fuori. Forse vanno in piazza (ASCA) – Roma, 1 ago 2014 – – Proteste vivaci e abbandono dell’Aula da parte delle opposizioni contro la conduzione dei lavori d’Aula sul ddl riforme da parte del presidente del Senato, Pietro Grasso, il quale, dopo i tumulti di ieri sera ha intrapreso la strada della ‘tolleranza zero’ nei confronti di tutti i parlamentari che non rispettano alla lettera il regolamento. Sono in corso contatti fra i diversi oppositori per una possibile manifestazione di piazza comune. I senatori del Movimento 5 Stelle si sono imbavagliati dopo avere annunciato che non parteciperanno piu’ alle votazioni, mentre Sel e la Lega Nord hanno abbandonato l’Aula accusando rispettivamente Grasso di non garantire un “dibattito libero e democratico” e di avere adottato una gestione “disastrosa”. Il senatore di Gal Vincenzo D’Anna, dopo un botta e risposta con il presidente del Senato e’ uscito dall’Aula affermando: “Se lei mi caccia, e’ un onore”. Anche l’ex-M5S Maria Mussini abbandona i lavori in segno di protesta, seguita poco dopo dai suoi colleghi, i quali annunciano un coordinamento delle opposizioni e una manifestazione contro le riforme. Dai banchi di Forza Italia Augusto Minzolini si limita a dire di non volere partecipare alla ‘pantomima’ alla quale sta assistendo, senza trarre conseguenze. In generale, pero’ il suo partito, non sembra affatto intenzionato a mettere il bastone tra le ruote alle riforme. Anche dal Pd si alza una voce di dissenso, e’ quella di Corradino Mineo, il quale, pur facendo sapere di rimanere in Aula e di votare “per rispetto del Senato”, sottolinea che “una riforma costituzionale non si fa con voti in serie e senza dialogo”. Intanto, poco dopo l’inizio della discussione sull’articolo 2 del ddl riforme, pietro Grasso, per la prima volta dall’approdo in Aula delle riforme, lascia la presidenza dei lavori e passa il testimone alla vice-presidente Valeria Fedeli, del Pd. In questo clima potrebbe prendere corpo l’ipotesi che possano saltare le sedute fiume previste anche per il fine settimana. Sgr

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