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Venerdì 30 maggio 2014 - 18:06

Riforme: Renzi accelera, ma e’ ancora braccio di ferro sul Senato

di Angelo Mina.

(ASCA) – Roma, 30 mag 2014 – Riforma della legge elettoraleentro l’estate, ”non per andare a votare”, ma perche’ e’necessaria al Paese e al complesso di riforme istituzionaliche sono in cantiere, in particolare la riforma del Senato edel Titolo V della Costituzione. E’ quanto ribadito ieri dalpremier e segretario del Pd, Matteo Renzi, nel suo interventoalla direzione nazionale del partito. In sostanza un impegno,con tanto di date, che per dirla con le parole dello stessoRenzi, mette in gioco la faccia del segretario-premier edanche del Partito democratico. Ci riuscira’ a portare inporto la barca delle riforme? Presto per dirlo anche se lepossibilita’ a favore ci sono, nonostante resistenze eostacoli. Il risultato delle elezioni europee ha indubbiamenterafforzato politicamente Renzi e il Pd -ed anche Renzi versoil Pd- ma non ha cambiato i numeri delle forze politiche inParlamento, quindi le proporzioni e i problemi sono rimastigli stessi. Se un cambiamento politico ulteriore c’e’ stato,gia’ dalle prime mosse in Senato, lo si puo’ cogliere in uninasprimento del confronto sulle diverse posizioni in tema diriforme. Rivelatori di questo una certa puntigliosita’ (senon cattiveria) in piu’ nelle dichiarazioni degli esponentipolitici contrari alla riforma del Senato proposta dal ddldel governo. L’esempio piu’ eclatante e’ quello dei grillini, che conVito Crimi, ex capogruppo dei senatori del M5S, che delprogetto Boschi-Renzi parlo di ”uno scempio improponibile,uno schifo”. A parte i toni grilleschi, Crimi ha spiegatoche se non si prevede un Senato elettivo ”per noi e’ inutileandare avanti”. Di piu’, il M5S, ha fatto sapere il senatoregrillino Nicola Morra, ”appoggera’ tutti gli emendamenti chevanno in direzione di un Senato elettivo indipendentementedal colore politico di chi li mettera’ sul tavolo”. E unfavore particolare e’ riservato verso la proposta del PdVannino Chiti, alternativa a quella del governo, con laprevisione di un Senato elettivo, senza il potere di fiduciaverso il governo ma con un ampio ventaglio di iniziativelegislative, in chiave di garante verso la Camera deideputati.

Tirato in ballo, lo stesso Chiti ha confermato la suaposizione, certo senza i toni M5S. ”Ci sembra ormaiacquisito -spiega Chiti- che una sola Camera voti la fiduciaal governo, le leggi di bilancio e l’insieme deiprovvedimenti ordinari. Il sistema bicamerale paritario deverestare per le modifiche alla Costituzione, le leggielettorali, gli ordinamenti europei, i diritti civili epolitici fondamentali. Si sta affermando la convinzione diridurre i deputati, oltre che i senatori: darebbe loromaggiore autorevolezza e indipendenza”. E Chiti adombraanche una convergenza ampia sulla sua proposta che va da Sel,ai falchi di FI e ai grillini: ”Sta anche avanzando lacondivisione su un’elezione diretta dei senatori inconcomitanza con i consigli regionali, come noi stessiabbiamo sostenuto. Un Senato cosi’ eletto sara’ piu’autorevole, potra’ meglio rappresentare le autonomie e altempo stesso svolgere una funzione di contrappeso e garanziasulle grandi questioni che non possono essere ridotte amateria esclusiva di una maggioranza alla Camera. Il nostroinsistere su questo punto non e’ frutto di testardaggine o divicende interne ai partiti: il cuore del problema e’ ildiritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentantinelle istituzioni”. Chiti ha altresi’ chiuso all’ipotesi di adottare ilsistema in uso al Senato francese con diversa elezione deisenatori, in parte in modo diretto e in parte con elezione disecondo grado. ”Voler importare altri sistemi, quellofrancese o quello tedesco – addirittura facendo un mixconfuso tra i due – senza oltretutto tener conto dellediverse leggi elettorali con cui in quei paesi si elegge lacamera ‘politica’, e dei differenti sistemi di rapportoStato-Regioni-Comuni, non realizzerebbe una buona riforma. IlDdl che avevamo presentato rispondeva alla necessita’ diindicare una proposta coerente di cambiamento costituzionale,senza tatticismi o ipocrisie. Su questa base hanno unfondamento gli emendamenti che abbiamo presentato, in granparte condivisi dai senatori di Sel e dagli ex appartenential gruppo M5S. Sono parlamentari che hanno altrettantatitolarita’ nel partecipare alla scrittura delle riforme eche e’ importante coinvolgere, uscendo dall’esclusivita’ diun patto con Verdini”. ”Notiamo infine -ha sottolineatoChiti- come in altri settori, da Forza Italia alla Lega, dalM5S al Ncd e ai Popolari per l’Italia, si stia manifestandoun interesse nei confronti delle proposte che stiamosostenendo. Il nostro impegno e’ quello di realizzare leriforme entro il 2014, ma approvando buone riforme, cheaggiornino la nostra Costituzione senza snaturarne gliequilibri”. min/vlm

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