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Mercoledì 28 maggio 2014 - 13:22

Istat: Boldrini, Rapporto ci trasmette messaggio sofferenza e…(3 upd)

(ASCA) – Roma, 28 mag 2014 – Il ritratto del Paese che emergedal Rapporto Istat 2014 ”e’ innanzitutto quello di un’Italiain grande sofferenza a causa della crisi economica. Una crisieconomica che ha messo a dura prova la tenuta del nostrotessuto sociale. Alcuni dati sono impressionanti e citrasmettono un messaggio di allarme che dovrebbe indurre adinterventi immediati”. Lo afferma la presidente della CameraLaura Boldrini intervenendo alla presentazione del Rapportostatistico, sottolineando come destino preoccupazione, fragli altri, i dati relativi alla poverta’ – con ”milioni diuomini e donne che non possono permettersi la spesa minimanecessaria” – e al lavoro – ”la disoccupazione giovanile e’uno spreco che non ci possiamo piu’ permettere”. Senzadimenticare che le diseguaglianze fra le classi sociali e lediverse aree del Paese, aggiunge Boldrini, sono destinate”ad allargarsi” e a ”diventare insostenibili”.

Boldrini, parlando della poverta’, nota come ci siano”milioni di uomini e di donne che non possono permettersineppure la spesa minima necessaria per acquisire il panieredi beni e servizi considerati essenziali, per condurreinsomma uno standard di vita che possa definirsi minimamenteaccettabile”. Per la presidente della Camera questi ”sonodati difficilmente compatibili con quei doveri inderogabilidi solidarieta’ sociale iscritti fra i principi fondamentalidella nostra Costituzione. Il disagio sociale continua adessere molto piu’ elevato nelle regioni del Mezzogiornorispetto alle altre aree del Paese”. Ma le capacita’ dirisposta da parte degli enti locali ”paradossalmente sonoassai piu’ incisive al Nord che al Sud: la spesa per abitanteper il contrasto alla poverta’ e all’esclusione sociale nellaprovincia di Trento e’ di quasi dodici volte superiore aquella della regione Calabria! Se non si inverte questatendenza, le diseguaglianze fra le classi sociali e tra lediverse aree del Paese sono destinate ad allargarsi e adiventare ancora piu’ insostenibili”.

Boldrini sostiene che ”non possiamo continuare ad esseretra i paesi europei con le percentuali piu’ basse di spesadestinate alla disabilita’ e penultimi nella classifica dellerisorse dedicate alle famiglie. E’ una tale contraddizione -dice – in un Paese in cui la famiglia e’ cosi’ centrale neldiscorso pubblico”. A colmare questo divario si impegnaquella che per la presidente della Camera ”e’ una dellemigliori risorse italiane: l’intervento del Terzo settore chevede ogni giorno oltre 4 milioni di volontari prestare lapropria opera per rendere migliori le condizioni dellaconvivenza civile. E’ una grande ricchezza di capitalesociale che non puo’ tuttavia essere lasciata sola afronteggiare fenomeni che hanno una portata generale e dilunga durata”. Uno di questi fenomeni e’ la crescita dellapopolazione anziana. ”Siamo, subito dopo la Germania – notaBoldrini – il paese con il piu’ alto indice di vecchiaiadell’Unione europea, e con un andamento demografico negativo,se non fosse per l’afflusso dei migranti provenienti da paesistranieri”. Ma, non ha dubbi Boldrini, ”e’ il lavoro la grandepriorita’ dell’Italia di oggi. La disoccupazione giovanile -spiega – rappresenta uno spreco di energie e di intelligenzeche non ci possiamo piu’ permettere! Cosi’ come non e’ piu’tollerabile il fatto che tante, troppe donne vengano poste difronte all’alternativa drammatica tra la professione e lascelta della maternita’ perche’ si fa sempre piu’ fatica aconciliare i tempi di vita e di lavoro”. La presidente notacome sia ”incredibilmente alto” il dato, circa il 22%,delle donne che perdono il lavoro dopo il parto, soprattuttonel Mezzogiorno dove il dato sale quasi al 30%. E in questodato rientrano certamente per Boldrini ”gli effetti diquella pratica odiosa delle ”dimissioni in bianco” che ilParlamento sta cercando da tempo di cancellare, pur tramolte, troppe resistenze ancora in atto”. La presidente diMontecitorio racconta di essere stata la settimana scorsa invisita ufficiale negli Stati Uniti, incontrando nel Maryland,vicino Washington gli scienziati italiani del NationalInstitutes of Health e a New York un gruppo di giovaniimprenditori italiani che sono riusciti a realizzare le loroidee attraverso start up che operano in settori innovativi.

”Due incontri davvero interessanti – li giudica Boldrini -nei quali i miei sentimenti sono stati misti: da un latol’orgoglio di vedere nostri connazionali che si affermano perle loro competenze, dall’altro la frustrazione di non poterdire loro di tornare in Italia. Ho visto da vicino qualeperdita sia per il nostro Paese la rinuncia ad avvalersi diquesti talenti e quanto sia drammaticamente vero quantoriportato nel Rapporto: il numero degli emigrati italiani nel2012 e’ stato il piu’ alto dell’ultimo decennio e cresce dianno in anno in modo consistente. A fronte di un caloaltrettanto progressivo dei rientri”.

Boldrini dice di non considerare un problema in se’ ilfatto che i nostri giovani decidano di trascorrere un periododi studio o di lavoro all’estero perche’ ”da esperienze diquesto tipo si ricava un sicuro arricchimento culturale. Ilproblema – sottolinea – sta nel fatto che l’Italia non attraegiovani di altri paesi e non convince i nostri a tornare.

Anche per questo serve un maggiore investimento nellaformazione, nella cultura e nella ricerca”. Boldrini ritieneche la sfida della conoscenza ha ormai la stessa dimensioneglobale di quella dell’economia ed e’ ad essa strettamenteintrecciata.

La fotografia che emerge da questo Rapporto sullo statodel Paese ”e’ dunque complessivamente preoccupante”,afferma la presidente anche se, aggiunge, ”non mancanoaspetti positivi che vanno assolutamente valorizzati,soprattutto in un momento come questo. Penso ad esempio aisegnali di ripresa che vengono dal nostro sistema produttivo.

I dati piu’ recenti dimostrano come non poche imprese abbianosaputo reagire alla crisi economica, facendo levasull’internazionalizzazione, sull’innovazione, sullacapacita’ di fare rete con altre imprese. Altri daticonfortanti – continua – riguardano la fiducia deiconsumatori, che segna il valore piu’ alto dal 2010 e latutela della salute. Pur con una spesa sanitaria pubblica perabitante nettamente inferiore a quella di molti paesieuropei, alcuni indici sullo stato di salute dellapopolazione collocano l’Italia nella fascia alta dell’Europa:ad esempio per aspettativa di vita, per i bassi tassi dimortalita’ infantile, per la capacita’ di intervento e dicura delle piu’ diffuse patologie”. Insomma, conclude, ”gli elementi di tenuta del nostroPaese davvero non mancano, nonostante la formidabile scossadata dalla crisi. Spetta alla politica far si’ che essidiventino semi attivi di speranza”.

fdv

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