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Martedì 27 maggio 2014 - 13:52

Sanita’: Issirfa-Cnr, spesa corrente aumentata in 5 Regioni

(ASCA) – Roma, 27 mag 2014 – La spesa sanitaria corrente sie’ mediamente ridotta ed e’ rimasta stabile in rapporto alPil (7%): e’ pero’ aumentata tra l’1 e il 2% in FriuliVenezia Giulia, Abruzzo, Sardegna, Trento e Bolzano, mentree’ calata in Liguria (3,2%), Basilicata, Piemonte, Toscana,Marche, Molise, Campania, Puglia. La spesa farmaceuticaconvenzionata e’ diminuita quasi del 9%, quella per ilpersonale dell’1,4%. A dirlo, ‘Il rapporto sulle Regioni inItalia 2013’ dell’Istituto di studi sui sistemi regionalifederali e sulle autonomie ‘Massimo Severo Giannini’ delConsiglio nazionale delle ricerche (Issirfa-Cnr).

Il disavanzo e’ sceso di oltre 500 milioni (-20%) passando,in rapporto al finanziamento effettivo, dal 6,5% del 2006 al2% nel 2012, ma la riduzione e’ pesata per piu’ di tre quartisulle Regioni con piano di rientro (Piemonte, Veneto eLazio), mentre si e’ verificato un aumento in quelle astatuto speciale e nelle Province autonome.

”Le politiche socio-assistenziali risentono, forse piu’ancora, della crisi economica. La materia rappresenta circail 10% della produzione normativa regionale ma i contenutisono cambiati sensibilmente: ferma la spinta alla crescita,ci si orienta a garantire l’esistente”, dichiara ildirettore dell’Istituto, Stelio Mangiameli. ”Il 2012 e’stato un anno di grande difficolta’, giacche’ la Legge distabilita’ ha stanziato per il Fondo nazionale politichesociali solo 70 milioni di euro, di cui appena 10,7 destinatialle Regioni, molte delle quali continuano comunque asostenere famiglie a basso reddito, numerose, con anziani e/odisabili – Lombardia, Sicilia, Umbria, Bolzano, Campania,etc. – e a intervenire nell’ambito dei servizi perl’infanzia: Piemonte ed Emilia-Romagna, per esempio”.

Alcune Regioni hanno tentato di limitare l’accesso alleprestazioni sociali per ‘anzianita’ di residenza’ sulterritorio, criterio che la Corte costituzionale hadichiarato incostituzionale. Per quanto riguarda glistranieri non comunitari, il numero dei regolari e’ incostante crescita e la diminuzione di nuovi ingressi e’netta, mentre nel 2012 e’ in risalita la quota di italianiche si trasferiscono all’estero. ”Una ripresa dellamigrazione, soprattutto dei giovani, registrata dalle Regioniancor prima che dallo Stato”, osserva Mangiameli.

rus

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