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Martedì 27 maggio 2014 - 15:20

Europee: Ceccanti, con vincitori Renzi-Merkel nasce nuovo asse Nord-Sud

di Angelo Mina.
(ASCA) – Roma, 27 mag 2014 – Il risultato del voto italianoalle Europee ”si presenta come un plebiscito a favore dellapolitica di cambiamento e di riforme proposti da MatteoRenzi”. Ad affermarlo, al francese ”La Croix”, e’ ilcostituzionalista e politologo Stefano Ceccanti, che oltreall’affermazione nazionale che definisce ”storica”, vistoil solo paragone possibile con la Dc degli anni ’50, indical’importanza del riflesso del successo elettorale sul quadroeuropeo. Qui, secondo Ceccanti, intervistato dall’Asca, Renziinsieme alla Merkel si presenta di fatto come azionista dimaggioranza: leader del piu’ forte partito dello schieramentosocialista e democratico chiamato a confrontarsi con laleader tedesca dello schieramento moderato e conservatorerappresentato dal Ppe. Due azionisti chiamati a confrontarsie probabilmente a collaborare in una forse inevitabile grandecoalizione. Di sicuro la collaborazione Merkel-Renzi e’destinata a cambiare la tradizionale politica europea,aprendo un nuovo asse portante Nord-Sud mediterraneo che sidovra’ affiancare a quello storico franco-tedesco indebolitodal voto antieuropeo francese. D – Professore, lei a ‘La Croix’, oltre a definire storicoil risultato del Pd, ha parlato di alcuni aspetti destinati acambiare la politica dell’Unione. Quali sono?. Ceccanti – ”Assumendo un punto di osservazione europeo ilrisultato elettorale presenta quattro dati principali. Ilprimo e’ il dato ambiguo dell’astensione, che alla fine e’rimasta pressoche’ identica. Ha votato stavolta il 43,1 degliaventi diritto rispetto al 43 di cinque anni fa. La campagnache ha introdotto un’indicazione di fatto del presidentedella commissione, aprendo un varco consentito dal Trattatodi Lisbona, non ha incrementato la partecipazione. Pero’ haforse contribuito ad evitare un ulteriore decremento insiemealla spinta opposta, quella dei movimenti di protesta chehanno rappresentato un’alternativa all’astensione”. D – Per quanto riguarda i dati concreti, cosa si puo’osservare?. Ceccanti – ”E’ il tema del secondo dato, che e’ appuntoil confronto tra il maxi-aggregato delle cinque forzeeuropeiste del Parlamento uscente da una parte (che, proprioper collegare europeizzazione e parlamentarizzazione avevanopresentato i candidati presidenti) e l’eterogeneo fronteeuroscettico che invece ha sviluppato campagne rigorosamentenazionali. Le prime avevano circa l’80% dei seggi delprecedente Europarlamento ed ora scendono circa al 70. Questoesito potrebbe dare qualche argomento a chi, nel Consiglioeuropeo, vorrebbe prescindere dalle indicazioni e proporre unnome diverso da quello di Juncker, su cui pero’ non sarebbefacile avere il consenso a scrutinio segreto dei parlamentarineo-eletti. Da questo diverso equilibrio tra le due maxi-areeconseguira’ comunque un Parlamento decisamente menogovernabile, meno capace di realizzare consensi larghi. Unquarto del Parlamento di tipo protestatario tentera’ diesprimere vari veti, ma non sara’ possibile realizzare intesepositive tra i tre soggetti principali di quest’area dellaprotesta, i Cinque Stelle, l’Ukip e il Fronte Nazionale, aldi la’ di se e come riusciranno a integrarsi in vari gruppiparlamentari”. D – Siamo al terzo aspetto che lei riferisce al Ppe, allaforza politica maggiore nell’Europarlamento, che e’ ritornataprima ma con perdite. Ceccanti – ”Si’, il terzo dato e’ quello delridimensionamento relativo della forza maggiore, il Ppe, conun esito simile a quello delle politiche italiane del 1983:oggi il Ppe perde poco piu’ di 7 punti percentuali sui seggicosi’ come allora la Dc italiana perse il 5, senza pero’ checio’ vada a beneficio delle altre forze piu’ rilevanti e piu’tradizionali, dato che Pse, Verdi e Gue restanosostanzialmente identici e che i Liberali perdono anch’essiqualche punto, trainati in basso dai risultati del RegnoUnito e della Germania. Segue il quarto dato, che ha unachiara valenza politica futura: voglio dire che, stantiquesti numeri, e’ impensabile evitare una grande coalizioneche abbia come pilastri principali (anche se non esclusivi)le due forze maggiori che, sommate, arrivano poco sotto il50% dei seggi”. D – Secondo lei quali possono essere le conseguenzepolitiche, fermo restando che non c’e’ mai un legamemeccanico tra risultati elettorali e seguitopolitico-istituzionale?. Ceccanti – ”La conseguenza piu’ evidente e’ quella di unatrattativa serrata tra i due chiari azionisti di maggioranza,in voti e in seggi, del Ppe e del Pse, Angela Merkel e MatteoRenzi. Per inciso, il Pd ha preso 828.473 voti in piu’ di Cdue Csu sommate. Cio’ significa non solo un accordo politicotra centro-destra e centro-sinistra, a cui peraltro entrambisono costretti anche in patria, ma anche un’intesa Nord-Sud,sommando le due verita’ che altre forze politiche hannoaffermato in modo polemico l’una contro l’altra. La verita’del Nord, per cui i paesi indebitati non possono socializzarei loro debiti pubblici facendoli pagare agli altri e laverita’ del Sud, che cio’ non esclude affatto, anzi impone,lo strumento di risorse pubbliche sul piano federale perincentivare con forza lo sviluppo. Due verita’ che richiedonoun sovrappiu’ di interazione politica dell’intera zona euro,che invece Francia e Inghilterra non possono promuovere, ne’a destra ne’ a sinistra. Il Regno Unito, da tenere nell’areapiu’ larga di convergenza, non puo’ e non vuole entrarvi; laFrancia puo’ esservi trascinata, ma, come capito’ per la Cedesattamente sessant’anni fa, ha orrore di forme veramenteforti di integrazione politica multilaterale”. D – E’ una prospettiva obbligata, ma per arrivarci nonsara’ semplice come potrebbe sembrare a prima vista… Ceccanti – ”Certamente, ma questo e’ il compito comunedei leader dei partiti piu’ votati, per il Parlamento maanche per il Consiglio, visto che, come nella normalita’delle democrazie parlamentari, entrambi sono alla guida di unpartito e anche di un governo. La prima riforma di fattointrodotta da Matteo Renzi, la cui assenza Leopoldo Eliadenunciava come la causa principale dell’esaurimento dellaspinta propulsiva del primo centrosinistra storico, quando adAldo Moro non riusci’ la realizzazione dell’unione personaletra le due figure. La cui importanza capiamo meglio oggi, invista della difficile trattativa con Angela Merkel, che nonsara’ un pranzo di gala”. min/vlm

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