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Lunedì 26 maggio 2014 - 17:44

Riforme: da Europee ‘tsunami’ su Italicum. Modello ‘sindaco’ si rafforza

di Angelo Mina.

(ASCA) – Roma, 26 mag 2014 – ”Tutti al lavoro: adessoripartiamo dalle riforme costituzionali. E’ la volta buona,l’Italia riparte”. In queste poche parole la ministra per leRiforme, Maria Elena Boschi, ha sintetizzato l’effetto che ilvoto per le Europee avra’ sulle riforme istituzionali e sullalegge elettorale. L’effetto principale sara’ un’accelerazioneche sara’ possibile ad una condizione: che il dialogo e ilconfronto siano a largo raggio, senza pregiudiziali oesclusioni. Una condizione che e’ ben presente alla stessaBoschi che ieri, nella nottata, quando il risultato eclatantedel Pd era assicurato, ha tenuto a sottolineare che sulleriforme il Partito democratico conferma la posizione diapertura verso chiunque voglia collaborare a riscrivere leregole, che non sono nella disponibilita’ di una parteperche’ riguardano tutti. Una disponibilita’ al confronto chee’ stata confermata formalmente dal presidente del Consiglioe segretario del Pd, Matteo Renzi. ”Il messaggio degliitaliani che hanno votato per la speranza e contro la rabbiae’ arrivato forte e chiaro”, ha detto Renzi durante laconferenza stampa in mattinata a Palazzo Chigi e, a scanso diequivoci, sulla tentazione di forzare la situazione dopo ilrisultato elettorale ha aggiunto che ”e’ finita la stagionedi quelli che riescono a salvare il mondo da soli – haaggiunto -. E’ arrivato il messaggio che le riforme non sonoun optinal ma che vanno fatte”. E sulla volonta’ di proseguire sulla strada che era statatracciata per ammodernare il Paese e fare quelle riforme chesono richieste da trent’anni, ha rafforzato la dichiarazionedicendo: ”Noi non molliamo di mezzo centimetro su nessunariforma. Se un messaggio e’ stato dato dal voto e’: guai avoi se non fate quello che e’ stato promesso. Chi tra ipolitici nazionali non cogliesse urgenza di questocambiamento, commetterebbe un errore”. Per quanto riguarda lo specifico della riforma elettorale,Renzi, alle domande se non sia preoccupato sul suo iter vistele molte obiezioni che sono state presentate, si e’dichiarato fiducioso. ”L’Italicum non mi preoccupa”, hadetto, sottolineando che ”la maggioranza di governo e’ nellecondizioni di esprimere la propria proposta condivisa conForza Italia”. Comunque, ”indipendentemente dalle modifiche che cisaranno, siamo convinti -ha poi affermato- che la riformaelettorale sia una grande riforma da scrivere insieme”. Uninvito che Renzi ha rivolto in modo particolare al M5S,dicendo che se i senatori grillini vorranno sedersi al tavolodel confronto per scrivere insieme la riforma, rinunciandoalle sterili contrapposizioni, saranno i benvenuti. Al di la’del voto, ha fatto osservare, c’e’ uno spazio che e’dell’Italia e in nome del Paese, del bene comune, che ci sideve confrontare e collaborare. A chi ha chiesto se il Pd, forte del risultato delleEuropee chiedera’ le elezioni politiche anticipate, Renzi hanegato con forza: ”No, vogliamo rispettare le scadenze.

Vogliamo portare a casa le riforme che ho annunciato quandoho ricevuto incarico dal presidente della Repubblica (…) Leriforme perche’ l’Italia torni ad essere punto di riferimentosono la riforma costituzionale, la riforma della leggeelettorale, la riforma del lavoro. Poi c’e’ la riforma sulfisco, sulla giustizia, quella sul terzo settore”. Renzi non ha mancato, rispondendo ad altre domande, difare osservare la sintonia in proposito col capo delloStato.

”Ho sentito il Presidente della Repubblica ma come normaleche sia in questi casi i contenuti rimangono nellariservatezza. Posso comunque dire -ha affermato Renzi- che lasua attenzione e quella di tutti noi e’ che nella fase che siapre (semestre di presidenza italiano Ue, riforme e leconseguenze tra il risultato delle elezioni e le vicendeitaliane) si dia centralita’ al Paese”. Fin qui il riscontro della volonta’ politica di proseguirenelle riforme ”con umilta’ e determinazione”, che e’ unaprecisazione importante sulla volonta’ e sulle intenzioni delgoverno e del Pd. Ma c’e’ un elemento che non e’ nelladisponibilita’ del governo e di Renzi: la vittoria con lapercentuale del 41 per cento e’ cosi’ forte (precedenti sihanno solo agli albori della Repubblica con la Dc di DeGasperi) da spaventare tutti gli altri soggetti politici che,chiamati al tavolo del confronto per le riforme, ora -l’ipotesi e’ piu’ che prevedibile – giudicheranno l’Italicumuna struttura debole, specialmente per quella soglia del 37%per accedere al ballottaggio, che non e’ piu’ difficile dascalare come si pensava. Per di piu’ le soglie in basso,quelle per accedere al Parlamento (4 e 8%) sono ancor piu’temibili ed escludenti. Insomma, la realta’ e’ che il voto europeo con il 41% delPd si e’ abbattuto come uno tsunami sull’Italicum, che dovra’essere seriamente modificato. Interesse ampio, se non ditutti, a questo punto sarebbe quello di superare la logicadella soglia del 37% (ma anche del 40%) per approdare ad unsistema che preveda il doppio turno come normalita’, nelsenso che -come avviene per il sindaco- si accede al secondoturno di ballottaggio se nessuna lista supera il 50 percento. min/vlm

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