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Venerdì 23 maggio 2014 - 12:15

Mafia: Grasso, eredita’ Falcone e Borsellino fondamentale per…(1 upd)

+++I fenomeni di criminalita’ organizzata ”rappresentano unaminaccia mortale al futuro delle nostre democrazie di frontealla quale la comunita’ internazionale, e in special modol’Unione Europea, non puo’ arretrare, restare indifferente orassegnata”+++.
(ASCA) – Roma, 23 mag 2014 – L’eredita’ che Giovanni Falconee Paolo Borsellino ”ci hanno lasciato e’ un patrimoniocomune che non possiamo disperdere, un patrimonio fatto diconoscenze, di intuizioni, di rigoroso metodo investigativoche ancora oggi, a distanza di tanti anni, deve far parte delbagaglio professionale di ogni magistrato”. In particolare,”ora che le mafie sono diventate internazionali dobbiamofare in modo che gli strumenti legislativi e repressivi delnostro ordinamento, proprio quelli disegnati da loro, sianoadottati da tutti gli altri paesi. Fu proprio GiovanniFalcone a intuire per primo la dimensione transnazionaledelle organizzazioni criminali e la necessita’ di approntarerisposte condivise a livello globale”. Lo afferma ilpresidente del Senato Pietro Grasso nel suo intervento aPalermo alla commemorazione delle stragi in cui nel 1992persero la vita i due magistrati siciliani e gli agenti cheli scortavano.

”Cari insegnanti, ragazze e ragazzi di tutta Italia -dice Grasso rivolto agli studenti provenienti da tutta Italiae riuniti nell’aula bunker del capoluogo siciliano – adistanza di 22 anni siamo in quest’Aula, ancora una volta,per ricordare insieme Giovanni Falcone, Paolo Borsellino,Francesca Morvillo e quegli agenti che di solito vengonoliquidati nel ricordo con un unico sostantivo, le ”scorte”,e che proprio perche’ portatori dei loro stessi valori voglionominare singolarmente: Vito Schifani, Rocco Dicillo,Antonino Montinaro, Emanuela Loi, Agostino Catalano, VincenzoLi Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. A questoelenco, all’elenco dei morti – prosegue – vanno aggiuntianche tutti coloro che sono vittime morali degli omicidi edelle stragi. Mi riferisco alle mogli, ai figli, agli amici,ma anche a quelli di noi che si sentono ancora oggi privativiolentemente dei loro affetti e del futuro che avevamoimmaginato di costruire insieme”.

”Ogni volta che entro in quest’Aula – dice ancora Grasso- vengo assalito dai ricordi, il sorriso ironico di Giovanniquando mi presento’ per la prima volta le 400 mila paginedegli atti del Maxiprocesso che dovevo studiare, l’affettuosogesto di Paolo che mi consegno’ copia dei suoi utilissimiappunti per districarmi tra quelle carte, mi avvolge l’ariapesante che opprimeva Palermo durante gli anni delMaxiprocesso, i visi dei mafiosi dietro queste sbarre, cheoggi sono sostituiti dagli occhi di tanti giovani chebrillano di gioia e di speranza. Ma mi avvolge anche ilpensiero – rileva l’ex magistrato -del sostegno che in quelperiodo riscuoteva l’operato di Falcone e Borsellino, e cheancora possiamo ritrovare in questa giornata che riecheggiale catene umane, le lenzuola bianche appese ai balconi, lecooperative di Libera sui terreni confiscati, l’impegno deiragazzi di Addiopizzo e le migliaia di attivita’ quotidianeche per tutto l’anno impegnano la Fondazione Falcone con lescuole su questi temi. Non posso comunque dimenticare cheGiovanni Falcone e Paolo Borsellino, gia’ dopo le condanne inprimo grado del Maxiprocesso, cominciarono ad essereattaccati e delegittimati, sia umanamente cheprofessionalmente. Un susseguirsi di amarezze, di rifiuti, dipolemiche, che solo con la loro morte si e’ interrotto: aquel punto anche coloro che li avevano avversati in vita sisono dichiarati loro fraterni amici e talvolta unici eredi.

Ma l’eredita’ che ci hanno lasciato – sostiene Grasso – e’ unpatrimonio comune che non possiamo disperdere, un patrimoniofatto di conoscenze, di intuizioni, di rigoroso metodoinvestigativo che ancora oggi, a distanza di tanti anni, devefar parte del bagaglio professionale di ogni magistrato. Miha molto colpito vedere il riconoscimento che le figure diFalcone e Borsellino hanno in tutto il mondo: ho vistomonumenti dedicati a loro in un parco di Bucarest, mi sonocommosso all’Accademia dell’FBI di Quantico, dove c’e’ ilbusto di Falcone sopra una colonna spezzata – a simboleggiareil lavoro interrotto, mi hanno spiegato – e mi sonoinorgoglito nel Quartier generale dell’Fbi a Washington, dovesu un’intera scalinata sono apposte le foto di GiovanniFalcone e le due bandiere, americana e italiana, sovrastanointrecciate. Anche qui, oggi, sono presenti scuole di diversipaesi europei e una proprio di Washington, segno che il loroesempio ha travalicato i nostri confini”. ”Ora che le mafie sono diventate internazionali – sonoancora parole di Grasso – dobbiamo fare in modo che glistrumenti legislativi e repressivi del nostro ordinamento,proprio quelli disegnati da loro, diventino siano adottati datutti gli altri paesi. Fu proprio Giovanni Falcone a intuireper primo la dimensione transnazionale delle organizzazionicriminali e la necessita’ di approntare risposte condivise alivello globale. ”Non e’ importante quale forza di poliziaarresti un latitante o sequestri dei beni e in quale partedel mondo, e’ importante che cio’ avvenga”, – era solitoripetere Falcone”. I fenomeni di criminalita’ organizzata, dice Grasso,”rappresentano una minaccia mortale al futuro delle nostredemocrazie di fronte alla quale la comunita’ internazionale,e in special modo l’Unione Europea, non puo’ arretrare,restare indifferente o rassegnata. Penso alla necessita’ dirafforzare strumenti comuni di cooperazione e di contrasto, apartire dall’aggressione legale ai patrimoni illeciti,attraverso moderne forme di confisca. Penso all’istituzionedi una Procura Europea, una struttura che innalzera’ illivello dell’azione di contrasto ai delitti contro gliinteressi finanziari dell’Unione e garantira’ risultati chenessuno Stato da solo potra’ mai realizzare. E questo sara’certo uno dei temi che ribadiro’ con piu’ forza nel corso delprossimo semestre di presidenza italiana”.fdv/cam/rob

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