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Giovedì 15 maggio 2014 - 19:38

Rai: Fnsi, serve una nuova fonte di nomina per una nuova governance

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Il Segretario Generale dellaFederazione Nazionale della Stampa Italiana e membro delComitato direttivo del Sindacato mondiale di categoria (Ifj),Franco Siddi, in un incontro con il Segretario dell’Usigrai,Vittorio Di Trapani, ha ribadito l’impegno della Fnsi e delSindacato internazionale dei giornalisti (Ifj) per la difesae il rilancio del servizio pubblico radiotelevisivo. Questa la sintesi della posizione espressa a nome dellaFnsi: ”L’innovazione della Rai e il rilancio del serviziopubblico non si misurano in una gara a chi e’ piu’ bravo atoglierle soldi e farla funzionare con minori risorse.

Bisogna stare attenti. Se passasse come conclusione sommariadi un dibattito in corso questa indicazione secca,entrerebbero in campo gli esperti, i ragionieri dei conti,non gli specialisti che sanno fare la radiotelevisionemigliore per il Paese. La sfida non puo’ essere allora quellasulla quantita’ dei quattrini da togliere alla Rai consottrazione di una quota del canone, a prescindere, ma dirispondere alle tante domande poste dall’Europa e dallasocieta’ civile, in quasi venti anni, per una condizioneoperativa diversa per il servizio pubblico radioTv e perl’intero sistema dell’informazione in Italia. Alla Rai vachiesto un progetto di azienda che individui obiettivi eprodotti editoriali e che, se possibile, costi di meno.

Diversamente il rischio e’ di minare dalle fondamenta un benedel Paese esponendolo alle intemperie di un mercato drogato,che troppi guasti ha provocato e sicuramente ha alimentatocosti, e forse, sprechi”. ”Naturalmente gli sprechi – se ci sono – vannoindividuati, certificati chiaramente ed eliminati. Maattenzione – ammonisce Siddi -: una linea di tagli, mentremanca la lotta all’evasione del canone e manca un’istanzachiara di una nuova missione di servizio su cui fare i conti,comporta rischi industriali gravi, e, per chi guarda allavoro, il pericolo che, per salvare le star che costano e”fanno mercato”, siano sottopagati o mandati a casa igiovani e gli operatori che assicurano lavoro essenziale.

Detto questo, serve piu’ servizio pubblico e piu’ libero inItalia. Su questo ben venga, allora, e sia concreta la sfidadel Presidente Renzi quando annuncia che la Rai non sara’ maipiu’ ne’ dei partiti ne’ del Governo”.

”Per rispondere allo spread che paga l’Italia, a livellointernazionale – con richiami degli organismi istituzionalieuropei e delle agenzie di valutazione del grado diindipendenza e liberta’ dei media -, da qui si deve partireper valutare chi e’ davvero innovatore e chi invece sta nelcampo conservatore. Non si puo’ partire invece da tagliindistinti che possono mettere in ginocchio, a prescindere,azienda e tv pubblica”, aggiunge il segretario generale delsindacato dei giornalisti.

”La Fnsi – prosegue la nota – chiede percio’ l’aperturadi un confronto a tutto campo tra pretesi innovatori epretesi conservatori, senza reticenze e senza sloganprecostituiti, sul merito delle cose e delle questioni realiche possono far compiere al Paese un balzo in avanti nellaconsiderazione pubblica e nell’effettiva riqualificazione deisuoi servizi, compreso quello della radiotelevisione. E perdare un segnale chiaro che si vuole liberare la Rai daipartiti e dai governi, si deliberi subito una nuova fonte dinomina attraverso un provvedimento per una nuova governance.

In Parlamento ci sono ampi materiali utili da riprendere, apartire dai progetti Gentiloni, per tenere la Rai alla largadal conflitto di interessi e dalle improprie invasionipolitiche. Altri ce ne sono per il rinnovo della concessionedi servizio pubblico. Altri ancora – che la Corte europea deidiritti dell’uomo ci chiede con forza – per correggere lalegislazione illiberale sui reati a mezzo stampa. In sede di Federazione Internazionale dei Giornalisti, lasofferenza per la condizione italiana su tutto questo -veramente di carattere conservatore – e’ grande e l’auspicioe’ che, passata questa fase di dibattito con moltepersonalizzazioni e forte caratura emozionale dellacomunicazione, si passi davvero a quel confronto a tuttocampo attraverso il quale far emergere l’innovazione checonta per il bene del Paese, del pluralismodell’informazione, della qualita’ e dell’efficienza delservizio pubblico radiotelevisivo. La Federazione nazionaledella Stampa italiana, d’intesa con l’Usigrai, si impegnera’a fondo nella costruzione di una relazione sociale con icorpi intermedi e le istituzioni per una vera sfidariformatrice”.

red/mau

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