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Lunedì 12 maggio 2014 - 09:01

Salone Libro: Bazoli, senza memoria la democrazia perde senso

(ASCA) – Torino, 12 mag 2014 – C’e’ la tendenza a trascurarela lezione della storia e per questo l’Italia e l’Europapossono compiere errori pesantissimi, anzi, anche tragicialla luce deil’incubo della guerra che si sta sollevandodall’Ucraina. E’ il monito di Giovanni Bazoli, giurista epresidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa-Sanpaoloche ieri assieme al presidente della Compagnia di San PaoloLuca Remmert ha presentato al Salone del Libro il progetto diPolo della memoria torinese che ha l’obiettivo di creare uncontenitore, sia fisico che concettuale, concentrato neiquartieri militari juvarriani di Torino, oggetto di un pianodi recupero, tra tutte le realta’ culturali che si occupanodi ricerche sul 900. ”L’idea di metterle insieme – haspiegato Remmert – e’ anche quella di efficientare la lorovita, la capacita’ di stare sul territorio”. Per fare questoci sara’ la messa in comune di servizi e sale, ma anche, haspiegato Remmert, un nuovo modello di gestione. ”Il nostrotempo – ha detto Bazoli – deve essere pienamente consapevoledel rischio che corre. Senza memoria si svaluta lacittadinanza, le individualita’ singole e collettive perdonosenso, la democrazia stessa perde il presupposto fondamentalesu cui fondarsi. La memoria del 900 – aggiunge – e’ ilvaccino essenziale contro il rischio di nuove dittature”.

Secondo Bazoli ”siamo ad un bivio: da un lato ci sonoinziative scolastiche che portano i giovani a conoscere lerealta’ dei campi di concentramento, che qualcuno in modoinsensato vorrebbe mettere in discussione”, ma dall’altroc’e’ ”la tendenza a non confrontarsi con la storia suquestioni istituzionali e politiche, a escludere da un ruoloattivo i testimoni del passato , i cosiddetti vecchi. Questae’ una pratica inquietante – ha detto Bazoli – che trovapurtroppo un supporto favorevole anche ad alto livelloculturale, in pensatori che si interrogano sul senso daatribuire alla storia”. Cita il filosofo Kant,  il professorBazoli, quando ricorda che senza il filo conduttore dellastoria la societa’ non sarebbe che ”un informe aggregato diazioni umane”. Inevitabile una riflessione sull’Europa chevive un momento di grande difficolta’ rispetto alla suaidentita’, che e’ controversa, divisa tra un universalismoatipico e la nascita di nuovi particolarismi, un’identita’,spiega, ”non biografica o etica, ma risultante dallapluralita’ e dall’intrecciarsi di tanti racconti che hannosegnato la storia d’Europa”. E’ in atto un conflitto sullamemoria e l’identita’, osserva Bazoli, ”che per quantoriguarda l’Ucraina  puo’ portare con se’ il vento gelidodella guerra”.

Questo perche’, spiega Bazoli, le nostre societa’democratiche, a causa dei fenomeni di globalizzazione edell’immgrazione, ”si caratterizzano per un mancatopluralismo di valori che generano tensione e conflittiidentitari”.  Ma proprio la memoria, sottolinea Bazoli e’ loscrigno dell’identita’ nazionale, proprio come e’ accaduto inFrancia dopo la rivoluzione con la costituzione degli archivinazionali, e ancora prima nel regno dei Savoia. E oggi, lamemoria, puo’ essere il supporto fondamentale percostruire il passaggio  ”dall’eredita’ degli stati nazionaliall’unione europea,” dice Bazoli. ”Occorre difendere leidee orginarie dell’Europa, che sono uno dei fattifondamentali dell’eredita’ del Novecento”. E il lascitopolitico da raccogliere, spiega il professore, e’ nel segnodella convivenza, della fratellanza universale e dellademocrazia.

eg/res

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