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Lunedì 12 maggio 2014 - 15:19

Piemonte: rimborsi facili, 14 consiglieri chiedono patteggiamento

(ASCA) – Torino, 12 mag – Quattordici richieste dipatteggiamento con pene comprese tra un anno e un anno, seimesi e venti giorni, quattro di giudizio abbreviato. Mentrealtri 22 consiglieri regionali del Piemonte sarannosottoposti alla decisione del gup per il rinvio a giudizioordinario. Sul processo per i rimborsi facili il gup diTorino roberto Ruscello decidera’ il prossimo 29 maggio, altermine di una serie di udienze che prevedono ancora domani edopodomani l’intervento delle difese e probabilmente anchequello di alcuni consiglieri coinvolti. Questi i consiglieri che hanno chiesto il patteggiamento:Luigi Cursio (Gruppo Misto), Andrea Buquicchio (IdV), TullioPonso (IdV), Antonello Angeleri (Lega), Mario Carossa (Lega),Elena Maccanti (Lega), Michele Marinello (Lega), GiuseppeNovero (Lega), Giovanna Quaglia (Lega), Maurizio Lupi (verdiVerdi), solo per peculato e non per truffa, Marco Botta(FdI), Cristiano Bussola (FI), Luca Pedrale (FI) e PietroToselli (NCD). Hanno chiesto, invece, il giudizio abbreviatol’ex consigliere comunale dei Moderati, Gabriele Moretti,Roberto Boniperti (Gruppo Misto), il presidente del consiglioregionale Valerio Cattaneo e la consigliera Carla Spagnuolo(FI).tutti hanno gia’ rimborsato la Regione delle sommecontestate, aggiungendo il 30% di ”penale” per evitareanche il giudizio della Corte dei Conti. Complessivamente laRegione ha incassato fino ad oggi, con l’arrivo degli assegnidi Lupi e Augusta Montaruli (Fdi) poco meno di un milione dieuro, comprensivo pero’ del 30% in piu’ per escludere ilgiudizio contabile. Al netto della ‘sanzione’ si tratta in sintesi di pocomeno della meta’ delle cifre contestate dalla procura, 1,8milioni di euro. Proprio la procura della Repubblica,attraverso i titolari dell’inchiesta Giancarlo Avenati Bassie Enrica Gabetta, , sono intervenuti oggi per sostenere lanatura pubblica delle funzioni dei gruppi consiliari, e perquesto l’atto stesso di appropriarsi per altri fini dellesomme nella disponibilita’ dei gruppi costituisce reato. Didiverso avviso le difese che domani esporranno le loro tesi,secondo cui, accanto a contributi pubblici nei gruppicoesistono anche fondi privati, e l’appropriazione di fondiper fini non istituzionali si puo’ controllare soltanto alfine della legislatura, perche’ appunto i fondi possonoessere nel frattempo essere stati utilizzati e restituiti, enon appunto nel momento della spesa.

Dal processo e’ stato escluso il presidente della RegioneRoberto Cota che sara’ sottoposto a giudizio immediato ilprossimo 22 ottobre, mentre il suo ex braccio destro MassimoGiordano, ha scelto la strada del rito ordinario, cosi’ comealtri epsonenti di spicco del consiglio regionale, da AngeloBurzi (Progett’Azione-Forza Italia), ad Alberto goffi (Udc),a Michele Giovine, protagonista della lunga vicenda dellefirme false che ha portato al voto anticipato, a Franco MariaBotta (Fdi), protagonista di un’intemperanza al limite delloscontro fisico nei mesi scorsi all’interno del consiglio,all’unico esponente del centrosinistra rimasto impigliatonell’inchiesta Andrea Stara della lista ”Insieme perBresso”.

eg/mau

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