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Lunedì 12 maggio 2014 - 17:35

Europee: ricorso a Consulta per sbarramento pensando a Italicum

+++Ceccanti: soglia del 4% ragionevole e motivata+++.
di Angelo Mina.

(ASCA) – Roma, 12 mag 2014 – L’invio alla CorteCostituzionale da parte del Tribunale di Venezia del ricorsocontro la legge elettorale per le Europee, per suppostaincostituzionalita’ dello sbarramento al 4%, oltre a destare(anche se per poco tempo) preoccupazione sulla sortedell’elezione degli italiani all’Europarlamento il prossimo25 maggio, ha avuto la conseguenza di gettare un’ombra suun’altra legge elettorale, quella della riformadell’Italicum. Il pensiero ”semplice” dei ricorrenti, ma non solo loro,e’ che la Corte abbia espresso con la bocciatura delPorcellum una propria posizione contraria agli sbarramenticomunque, perche’ sacrificano la piena rappresentanzadell’elettorato. In definitiva, se per caso la Consultadovesse bocciare il 4% europeo, domani cosa dovrebbe dire del4,5% e ancor piu’ dell’8 e del 12% italiano? E’ il pensierodi chi parla di ”Consultellum” per sostenere che la Corteha bocciato il Porcellum indicando come sistema elettorale”buono” un proporzionale con soglia minima. E’ credibile? C’e’ del fondamento in tutto questo? Larisposta, a questo punto, deve partire proprio dall’Europaper chiarire se lo sbarramento al 4% e’ veramente in odore diincostituzionalita’. L’Asca lo ha chiesto alcostituzionalista Stefano Ceccanti, docente di dirittopubblico comparato alla Sapienza di Roma ed esperto disistemi elettorali. Per quanto riguarda lo sbarramento alleEuropee, secondo Ceccanti, ”e’ ragionevole e, quindi,costituzionale”.

D – Ma come e’ nato questo sbarramento?.

Ceccanti – ”Le ragioni politiche per le quali cinque annifa il Parlamento italiano decise di introdurre lo sbarramentodel 4 per cento alle elezioni europeee sono a mio avvisoragionevoli e quindi perfettamente compatibili con unaCostituzione che non canonizza nessuna formula elettorale.

Sono anche compatibili con la sentenza relativa alla leggeelettorale politica, la quale ha affermato che nei casi incui si adotti un sistema proporzionale esso non possa poiessere curvato in modo eccessivamente forzato”.

D – Ma non e’ sempre stato cosi’… Ceccanti – ”Certo, e come ho detto il cambiamento conl’adozione dello sbarramento al 4% risale a 5 anni fa. Laprima ragione e’ europea ed e’ relativa al percorso che haportato al Trattato di Lisbona, nel quale e’ previsto che ilConsiglio europeo individui il candidato a presiedere laCommissione da sottoporre al voto del Parlamento europeotenendo conto dei risultati delle elezioni per il Parlamentostesso. Si voleva cosi’ favorire quella evoluzione che stiamovedendo all’opera con l’indicazione popolare preventiva deicandidati alla guida della Commissione. Questo schema, peressere efficace, ha bisogno che almeno nei Paesi piu’ grandi,che esprimono un numero consistente di deputati, le forzepolitiche siano incentivate ad aggregarsi prima del voto,quindi con lo strumento dello sbarramento. Negli altri Paesiil numero limitato di eurodeputati finisce col creare unosbarramento di fatto, senza bisogno di formalizzarlo”. D – Gli autori del ricorso alla Consulta sostengono leloro ragioni citando le sentenze della Corte tedescacontrarie allo sbarramento. Ceccanti – ”E’ vero che la Corte tedesca ha cancellato losbarramento, ma con due sentenze di impostazionenazionalistica, che svalutano il significato del voto europeocome e’ riconosciuto dal Trattato di Lisbona: lo sbarramento,secondo la maggioranza dei giudici costituzionali tedeschi,sarebbe legittimo solo per le elezioni importanti, quellenazionali per il Bundestag. Possiamo svalutare cosi’ ilpercorso che sta portando alla legittimazione diretta delPresidente della Commissione? Forse puo’ farlo la Germania, acui quel meccanismo non piace perche’ e’ in grado dicondizionarne in modo decisivo la nomina, ma non l’Italia.

Ma c’e’ una seconda ragione che e’ relativa all’interessenazionale. Posta la frammentazione del nostro sistema deipartiti, la mancanza dello sbarramento finiva, prima del2009, per ridurre sensibilmente il rilievo politico dellanostra rappresentanza nel Parlamento europeo, con tantepiccole liste-scheggia di 1-2 eurodeputati, privi diqualsiasi ruolo in un’assemblea in cui non esiste neppure ilGruppo Misto e in cui il ruolo dei non iscritti ai gruppimaggiori e’ sostanzialmente nullo. Di converso, ovviamente,nei gruppi maggiori la delegazione italiana finiva per esserestabilmente terza o quarta, dopo tedeschi, inglesi efrancesi, con un ruolo sottodimensionato rispetto alle suepossibilita’. Per inciso i tedeschi, anche dopo la sentenzadella Corte che ha loro tolto lo sbarramento, non hanno unproblema analogo perche’ la Germania ha comunque un quarto dideputati in piu’ rispetto a Italia, Inghilterra e Francia”.

Qual e’ la conclusione?.

Ceccanti – ”Per quanto la giurisprudenza della Cortecostituzionale non sia prevedibile, mi sembra difficile cheessa possa negare la ragionevolezza persistente di queste duemotivazioni e ritenere dunque lo sbarramento ragionevole epertanto costituzionale”.

min/vlm

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