Header Top
Logo
Lunedì 20 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Riforme: aumenta caos Senato. Calderoli ultima spiaggia per devolution

colonna Sinistra
Venerdì 9 maggio 2014 - 17:05

Riforme: aumenta caos Senato. Calderoli ultima spiaggia per devolution

di Angelo Mina.

(ASCA) – Roma, 9 mag 2014 – Se non fosse tutto vero, quelloche sta avvenendo al Senato sulla riforma costituzionale delSenato stesso e del Titolo V della Costituzione sembrerebbeuna situazione da commedia dell’arte, dove le parti sembranoveramente recitate ”a soggetto” e con espedienti e toni allimite del ridicolo. Si afferma tutto e il suo contrario ealtrettanto si fa nelle votazioni. Si minacciano barricatecontro immaginari colpi di Stato o stravolgimentiantidemocratici. Si minacciano querele tra un vicepresidentedel Senato e un presidente del Consiglio. Manca un duello opiu’ modernamente un ricorso al Tar contro un ramo delParlamento e poi si sarebbe nel pieno di un caos piu’patetico che ridicolo, che non potrebbe meglio convincere gliitaliani a cancellare del tutto il Senato. I fatti sono ormai noti a tutti, ma vale la pena diricordarli. Il governo Renzi ha presentato un ddl di riformacostituzionale che punta a mettere fine ad un bicameralismoperfetto con il passaggio ad un Senato rappresentante dellearticolazioni territoriali del Paese che, sul modello delBundesrat tedesco, non vota piu’ la fiducia al governo e leleggi di bilancio, ma si occupa prevalentemente dei rapportitra le regioni e lo Stato centrale. A molti (senatori) ilprogetto non e’ piaciuto e hanno presentato o condiviso altridisegni di legge, che cambiano radicalmente la posizione delgoverno mantenendo in vita un Senato che svolge una funzionedi pretesa garanzia rispetto alla Camera (politica) e algoverno. Cuore di questa proposta e’ la previsione di unaelezione dei senatori a suffragio universale da parte deicittadini e non con una elezione di secondo grado da partedei consigli regionali, come propone invece il governo. E’ stato obiettato anche da autorevoli costituzionalisti cheun sistema del genere sarebbe un’anomalia istituzionalegravissima perche’ dopo avere delegato alla sola Camera ilrapporto di fiducia politica verso il governo, si creerebbeun contraltare, un freno in possesso di un soggetto cheperaltro non potrebbe essere eletto con una leggemaggioritaria (come alla Camera) e che facilmente diverrebbeun antagonista politico della maggioranza della Camera, unasorta di antimateria politica. E’ la posizione del ddl Chiti,appoggiato da una parte delle minoranza Pd, ma anche dai”grillini”, dai falchi di FI, dalla Lega Nord e dalle altredestre. Sconfessato Chiti e il civatiano Corradino Mineo da Areariformista, il correntone di minoranza formatosi nel Partitodemocratico, le cose invece di chiarirsi si sono complicatecon la presentazione improvvisa di un ordine del giorno afirma di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato masoprattutto esponente della Lega Nord e relatore di minoranzanella Commissione Affari costituzionali del Senato. L’odg cheCalderoli si e’ affrettato a presentare prima della votazioneper l’adozione del testo unico (il ddl del governo), che e’l’inizio del cammino legislativo che deve approdare in Aula.

L’odg e’ largamente contrario alle linee del governo,proponendo l’elezione diretta dei nuovi senatori su baseregionale in proporzione alla popolazione. Prevede funzionilegislative e competenze proprie delle Regioni per ratificadei trattati Ue, l’assetto degli enti territoriali,partecipazione paritaria con la Camera per le leggicostituzionali, per i referendum ma soprattutto competenzeesclusive regionali in varie materie come energia, sanita’,istruzione, turismo secondo il piu’ classico schema didevolution leghista. Questo odg e’ stato votato da Lega Nord,FI e M5S. Subito dopo, FI ha poi votato come testo base sucui iniziare i lavori il ddl del governo. Fine dei contrasti e rinvio dei lavori a dopo le elezionieuropee? No, perche’ il senatore Calderoli ha spinto per unadichiarazione di improcedibilita’ per il testo base checontrasta con il suo odg. Nonostante l’obiezione che un odgnon possa essere preclusivo di una legge di modificacostituzionale, ha ottenuto che sulla questione proceduralesi pronunci la Giunta per il regolamento, convocata permartedi’ prossimo 13 maggio. Nel frattempo ha minacciatoquerela a Renzi, che aveva definito un’accozzaglia i senatoriche avevano firmato il suo odg. La ruvida definizione diRenzi pare sia stata motivata dall’inserimento surrettiziodella devolution nell’odg apparentemente dedicato solo allariforma del Senato. Ma, si chiedono in molti, i firmataridell’odg, specie i senatori di FI, lo avevano letto? El’ostinazione di Calderoli a precludere il testo base e adadottare il suo odg non e’ motivata proprio dalla devolutioncome tentativo della Lega Nord di mandare un segnale al suoelettorato?.

min/vlm

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su