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Martedì 6 maggio 2014 - 17:38

Governo: il monito di Cisl e Uil, senza confronto meno democrazia

(ASCA) – Rimini, 6 mag 2014 – Al Congresso della Cgil a Rimini i sindacati confederali si compattano contro il presidente del Consiglio Matteo Renzi per una mancanza di confronto che, dicono, va contro i principi stessi della democrazia. Ad aprire le ‘ostilita” e’ stato il segretario della Cgil Susanna Camusso che nella sua relazione ha detto che ”abbiamo registrato da piu’ governi a questa parte, l’insofferenza verso la concertazione. Insofferenza diventata sempre piu’ esplicita fino ad attribuirgli tutte le responsabilita’, gia’ affacciata da Monti e ribadita dall’attuale presidente del Consiglio. Contrastiamo e contrasteremo l’idea di un’autosufficienza del governo, che taglia non solo l’interlocuzione con le forme di rappresentanza, ma ne nega il ruolo di partecipazione e di sostanziamento della democrazia. Una logica di autosufficienza della politica che sta determinando una torsione democratica verso la governabilita’ a scapito della partecipazione”. Duri anche i toni del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che dal palco lancia un preciso messaggio al premier, pur senza mai citarlo: ”A chi fa diventare la fretta un programma politico, dalle mie parti si dice: chi va piano va sano e va lontano, la fretta fa i micini ciechi. La fretta fa fuori la verifica, la collaborazione, la democrazia, perche’ la democrazia cos’e’ se non la verifica’? Noi siamo l’essenza della democrazia in questo Paese”. Piu’ sfumata, ma comunque critica, la posizione del leader della Uil Luigi Angeletti, secondo cui Renzi ”mi e’ simpatico e’ veloce, parla bene, e’ un democratico ma sembra che consideri il sindacato come i propri dipendenti, pensa ancora di essere sindaco. Se ne deve fare una ragione: il sindacato in Italia e un’organizzazione di massa rappresentativa e indipendente che pensa con la propria testa. E non facciamo i consulenti, noi contrattiamo”. Per Angeletti il premier deve dunque aver ben chiaro il fatto che ”senza i sindacati in Italia le riforme e’ veramente difficile farle”. afe/mar

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