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Giovedì 2 gennaio 2014 - 12:25

Fiat: Sacconi, buon paradigma per distinguere innovatori e conservatori

(ASCA) – Roma, 2 gen 2014 – ”Soltanto pochi anni fa, nel2004, Fiat era sull’orlo del fallimento. Essa fu salvatadall’assunzione di responsabilita’ del governo di allora,nonostante gli assurdi comportamenti del sindacatoconservatore che, ove subiti, avrebbero condotto al disastrodi un pezzo fondamentale dell’economia e del lavoroitaliani”. Lo afferma in una nota il capogruppo in Senatodel Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

”Sulla base di quell’accordo di programma – ricordaSacconi – parti’ la nuova fase sostenuta dal nuovomanagement, dagli azionisti, dalla parte riformista dellostesso sindacato e dal governo mentre sono proseguiti icomportamenti antagonisti dei soliti conservatori. Giusta e’stata la scelta dell’integrazione con Chrysler, essendoimpossibile per Fiat lo ”star da sola” nel mercatoglobale.

Quindi l’ex-ministro del Lavoro conclude: ”Oggi,legittimamente, possono salutare il significativo passoavanti nel consolidamento del gruppo, insieme agliinvestimenti recentemente confermati, quella parte dellapolitica e del sindacato che hanno condiviso e sostenutoquesto percorso. Non siamo proprio tutti uguali. E questo lodico a Renzi che abbraccia Landini con il quale condivide lateoria per cui non possono costruire il nuovo coloro chehanno concorso ai problemi del vecchio. L’ulterioreevoluzione delle politiche del lavoro e delle relazioniindustriali devono avere infatti quali interlocutori coloroche nella vicenda Fiat hanno avuto ragione, non quelli chehanno avuto torto”.

com-sgr/mau/rob

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