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Martedì 26 novembre 2013 - 20:36

FI: da stop Bicamerale a fine larghe intese, il Berlusconi d’opposizione

(ASCA) – Roma, 26 nov – Silvio Berlusconi, che per primo aveva proposto le larghe intese, schiera Forza Italia all’opposizione. L’annuncio lo da’ in Senato il neo capogruppo Paolo Romani, in una conferenza stampa. La collaborazione con Pd e Scelta Civica nel governo e’ durata appena sette mesi. L’occasione della decisione definitiva e’ la Legge di stabilita’, su cui il premier Enrico Letta ha chiesto il voto di fiducia. Ma i riflettori sono puntati su quanto accadra’ domani al Senato, quando a iniziare dalle 19 l’Aula affrontera’ il problema della decadenza di Berlusconi. Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, dichiara insieme a Romani che Letta dovrebbe prendere atto di quanto accade e recarsi al Quirinale per consegnare le dimissioni nelle mani del presidente Giorgio Napolitano. E’ confermato intanto l’appuntamento della manifestazione di domani nei pressi di palazzo Grazioli promossa da Forza Italia. Berlusconi decide di muoversi su due piani: opposizione in Parlamento e mobilitazione nelle piazze. ”E non e’ che l’inizio”, dichiara il Cavaliere, facendo intuire che questa potrebbe essere la nuova strategia di Forza Italia per arrivare quanto prima alle elezioni anticipate. Nel dicembre del 2012 era stato Angelino Alfano, oggi schierato con il gruppo Nuovo Centrodestra a difesa di Letta, a far cadere l’esecutivo guidato da Mario Monti. In quell’occasione, dopo che il Pdl aveva fatto passare con l’astensione il decreto sviluppo, disse in modo lapidario nell’Aula di Montecitorio: ”Consideriamo conclusa l’esperienza di questo governo”. La decisione di Berlusconi fu motivata dall’idea di andare alle elezioni anticipate poche settimane prima della scadenza naturale della legislatura, riprendendo l’iniziativa dall’opposizione. I sondaggi davano in quel periodo il Pdl in caduta libera. Il Cavaliere, che si trova piu’ a suo agio quando deve mobilitare il proprio elettorato, fece poi il miracolo di risalire nei consensi fino a lambire le percentuali del centrosinistra nelle elezioni dello scorso febbraio. Un altro episodio di repentino cambiamento di posizione, da parte di Berlusconi, risale all’1 febbraio 1998, quando, dopo aver a lungo dialogato con il centrosinistra sulle riforme istituzionali nella Bicamerale presieduta da Massimo D’Alema, decise – a un passo finale dall’accordo bipartisan – di riproporre a nome di Forza Italia, facendo saltare il tavolo del negoziato, cancellierato e legge elettorale proporzionale. Non tenne conto dei punti di accordo che si erano raggiunti, come quelli sulla giustizia (bozza di accordo a firma di Marco Boato). Il 9 giugno 1998 D’Alema getta la spugna e la Bicamerale si conclude con un nulla di fatto. Ora per il governo Letta la strada si presenta maggiormente in salita. Forza Italia ha deciso di mettersi di traverso alla rapida approvazione della Legge di stabilita’, usando tutti gli strumenti che mette a disposizione il regolamento del Senato. Si vuole ritardare la seduta di domani sulla decadenza di Berlusconi che il centrosinistra invece fara’ di tutto per mantenere con inizio alle 19. In queste ore sembra acuirsi anche il solco delle divisioni tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra. Le modalita’ dello strappo impresso da Berlusconi alle larghe intese rende piu’ difficile per Alfano praticare la politica della lealta’ politica a Letta e della solidarieta’ al Cavaliere per il presunto accanimento giudiziario. gar/vlm

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