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Giovedì 21 novembre 2013 - 16:19

Fisco: Garante, ok redditometro ma ridurre rischi per privacy

(ASCA) – Roma, 21 nov – Il Garante per la privacy ha dato ilvia libera al cosiddetto ‘redditometro’, ma ha prescrittoall’agenzia delle entrate l’adozione di una serie di misure eaccorgimenti per ridurre al minimo i rischi per la privacydelle persone e nel contempo rendere lo strumento diaccertamento piu’ efficace nella lotta all’evasione fiscale.

In seguito all’esame del Garante, le misure che renderannoil nuovo redditometro conforme alla normativa sulla privacysono la profilazione, cioe’ il reddito del contribuentepotra’ essere ricostruito utilizzando unicamente spese certee spese che valorizzano elementi certi, senza utilizzarespese presunte basate unicamente sulla media Istat. Insecondo luogo, i dati delle spese medie Istat non potrannoessere utilizzati per determinare l’ammontare di spesefrazionate e ricorrenti per le quali il fisco non ha evidenzecerte. Tali dati infatti, riferibili allo standard di consumomedio familiare, non possono essere ricondotti correttamentead alcun individuo, se non con notevoli margini di errore ineccesso o in difetto.

Altra misura e’ quella del ‘fitto figurativo’ (attribuitoal contribuente in assenza di abitazione in proprieta’ olocazione nel comune di residenza) che non verra’ utilizzatoper selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento,ma solo ove necessario a seguito del contraddittorio. Il’fitto figurativo’ dovra’ essere attribuito solo una voltaverificata la corretta composizione del nucleo familiare, perevitare le incongruenze riscontrate dal Garante.

L’Agenzia dovra’ poi porre particolare attenzione allaqualita’ e all’esattezza dei dati cosi’ da prevenire ecorreggere le evidenti anomalie riscontrate nella banca datio i disallineamenti tra famiglia fiscale e anagrafica. Lacorretta composizione della famiglia e’ infatti rilevante perla ricostruzione del reddito familiare, l’individuazionedella tipologia di famiglia o l’attribuzione del fittofigurativo. A sua volta, il contribuente dovra’ essere informato,attraverso l’apposita informativa allegata al modello didichiarazione dei redditi e disponibile anche sul sitodell’agenzia delle entrate, del fatto che i suoi datipersonali saranno utilizzati anche ai fini del redditometro.

Infine, nell’invito al contraddittorio dovra’ esserespecificata chiaramente al contribuente la naturaobbligatoria o facoltativa degli ulteriori dati richiestidall’Agenzia e le conseguenze di un eventuale rifiuto ancheparziale a rispondere. I dati presunti di spesa non potrannocostituire oggetto del contraddittorio. E questo perche’ larichiesta di tali dati entra in conflitto con i principigenerali di riservatezza e protezione dati sanciti inparticolare dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

red/rus

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