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Lunedì 18 novembre 2013 - 17:32

Riforme: Letta, ”ok entro l’estate”. ‘Pacchetto omogeneo’ puo’ aiutare

di Angelo Mina.

(ASCA) – Roma, 18 nov – ”Sono sicuro che prima dellaprossima estate avremo definitivamente approvate le riformecostituzionali”. Parole e previsione del presidente delConsiglio, Enrico Letta, durante un convegno oggi a Romaorganizzato dal Financial Times. E’ possibile? O Letta e’troppo ottimista? Intanto e’ ancora in corso d’operal’approvazione della legge costituzionale per fare nascere ilComitato per le riforme, che sara’ composto da un pari numerodi deputati e senatori scelti all’interno delle CommissioniAffari costituzionali di Camera e Senato. Comitato che dovra’redigere il ‘pacchetto’ di riforme che sara’ passatoall’approvazione delle due Camere. Come prevede l’art.138della Costituzione, Camera e Senato devono approvare la leggecostituzionale in doppia lettura e con la maggioranzaqualificante dei due terzi se si vuole evitare la richiestadi un referendum confermativo. Delle quattro letture, eapprovazioni, manca solo la quarta ad opera della Camera deideputati. Proprio durante questa settimana la CommissioneAffari costituzionali di Montecitorio iniziera’ l’esame deldisegno di legge costituzionale per l’istituzione del”Comitato parlamentare per le riforme costituzionali edelettorali”. Se l’iter non trovera’ particolari ostacoli e se sara’approvato con la maggioranza dei due terzi, a dicembre ilComitato puo’ nascere e a gennaio del prossimo anno entrarepienamente in funzione. Considerando poi che il ddl accorciai tempi tra la prima e la seconda lettura dai canonici tremesi a 45 giorni, e a condizione che gli ostacoli lungo ilpercorso legislativo non siano conseguenza di eventi politicilaceranti, forse entro l’estate ce la si potrebbe propriofare. Forse la scadenza e’ un po’ ottimistica, ma certo nonirreale. Insomma, calcolando che la procedura del ddl perbilanciare la rapidita’ in Parlamento prevede di sottoporrecomunque la riforma a referendum popolare confermativo, entrola fine del 2014 ce la si puo’ fare. A facilitarel’approvazione della riforma costituzionale che riguardera’il Parlamento (fine del bicameralismo perfetto), la forma digoverno, la forma dello Stato e un conseguente sistemaelettorale (questo con legge ordinaria) e’ stata la decisioneche piu’ e’ stata contestata dalle opposizioni, specie dalM5S: quella di non procedere con interventi singoli especifici sulla base dell’art.138 della Costituzione, ma conun ”pacchetto omogeneo e chiuso” da valutare nel suoinsieme, anche in vista dell’obbligatorio referendumconfermativo. Questo aspetto e’ stato apprezzato in modo particolaredalla rivista dei gesuiti ”La Civilta’ Cattolica”, che haproposto un paragone eloquente per sottolineare il buon sensogiuridico della decisione: ”Volendo fare un esempio, e’ beneentrare in sala operatoria per fare un’operazione organicapiuttosto che fare quattro o cinque diversi interventi. Ognivolta che si interviene su singoli istituti costituzionali,tutto l’impianto istituzionale ne risente, in particolare ilrapporto del cittadino con lo Stato. E’ per questo che lariforma deve essere unica, omogenea e coerente nel suocomplesso”. min/vlm

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