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Giovedì 14 novembre 2013 - 20:44

Legge stabilita’: prove di accordo nonostante le divisioni

(ASCA) – Roma, 14 nov – Governo e relatori sono al lavoro pertrovare soluzioni per modificare la legge di stabilita’ chepoliticamente non provochino strappi nella maggioranza, e alcontempo che abbiano le coperture necessarie e rispettino gliimpegni assunti in sede europea. I temi su cui si concentral’impegno sono quelli annunciati negli ultimi giorni: casa,cuneo fiscale, incremento del fondo di garanzia per ilcredito alle imprese, ma anche demanio costiero e struttureturistiche sopra edificate. Con la priorita’ di rafforzare lenorme per lo sviluppo.

Le posizioni di Pd e Pdl su molti punti sono ancoralontane, ma sta emergendo la volonta’ di trovare accordi:nonostante le tensioni politiche e l’attesa per loscioglimento dei nodi in casa Pdl, sono molti i senatori nonintenzionati a porre fine alla legislatura, ognuno con leproprie motivazioni. Sulla nuova imposta immobiliare il Pdl fa sapere di nonvolere rinunciare alla tassa unica comunale, anche se nondovesse chiamarsi Tuc: l’importante e’ che non ci sia lacomponente patrimoniale sulla prima casa, l’Irpef e checomprenda un tetto per la tassa sui servizi. Il Pd ribadisceche la struttura deve rimanere quella della legge distabilita’ ma che bisogna lavorare per evitare le storture.

Tutti d’accordo per aumentare gli sconti sugli immobilistrumentali delle imprese. Anche sul cosiddetto ‘nodo spiagge’ ci sono spiragli: l’accordo potrebbe consistere nell’inserire norme guida perprovvedimenti futuri che regolino l’annosa questione delleconcessioni demaniali sulle nostre coste. Soluzione che pero’vedrebbe scontenti gli operatori del settore.

Continua a dividere la rottamazione delle vecchie cartelleesattoriali. Il relatore del Pdl, Antonio D’Ali’, insiste, ilcollega del Pd, Giorgio Santini, fa sapere che, cosi’ com’e’,l’emendamento non puo’ passare, ma apre ad adeguamenti allenuove norme per le vecchie cartelle. Apertura non condivisadal compagno di partito e viceministro dell’Economia, StefanoFassina, che invita alla prudenza, e nemmeno dalsottosegretario alla Presidenza del Consiglio, GiovanniLegnini, il quale ribadisce il ‘no’ ai condoni pursottoscrivendo la necessita’ di rivedere le sanzioni. Nessun problema, invece, per la portabilita’ dei conticorrenti, modifica che sembra mettere d’accordo tutti. Da questa sera i gruppi parlamentari si riuniranno perprocedere con la ‘scrematura’ degli emendamenti che dovrannopoi essere votati dalla giornata di domani. I tempi si sonocomunque dilatati, ormai e’ certo che la legge di stabilita’non approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama prima del 22 dinovembre e non tra il 18 e il 20 come inizialmente previsto.

Ritardi che rientrano pero’ nell’ordinaria amministrazione. sgr/njb

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