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Martedì 12 novembre 2013 - 13:58

Riforme: consultazione governo, italiani vogliono deciso cambiamento

di Angelo Mina.

 

(ASCA) – Roma, 12 nov – Gli italiani sono favorevoli ad un deciso cambiamento politico istituzionale che chiuda con il passato della prima Repubblica, anche se non rinnegano il ruolo cardine del Parlamento per la democrazia moderna ed efficiente che vorrebbero. E’ quanto emerge dai risultati della larga consultazione pubblica on line fatta dal governo (attraverso il ministero delle Riforme) per sondare gli orientamenti dei cittadini e il gradimento o meno delle iniziative di riforme istituzionali. Dalle oltre 200 mila risposte ai questionari che sono stati validati dall’Istat emerge una decisione al cambiamento piu’ forte rispetto alla stessa classe politica. E’ il caso del bicameralismo perfetto che viene bocciato in modo plebiscitario dall’87,8% dei cittadini. Di questi il 41,8% e’ favorevole al monocameralismo a fronte di un altro 40% che propone di differenziare sia le funzioni sia la composizione del Senato. Il 56% nel caso di mantenimento del Senato lo vorrebbe composto da rappresentanti provenienti dagli enti territoriali (Regioni e Comuni). E’ un dato molto importante visto che tutti i costituzionalisti indicano nella fine del bicameralismo identitario la chiave di volta per l’intera struttura della riforma ed anche per una nuova legge elettorale. Dopo il plebiscito per la fine del bicameralismo paritario, l’altro risultato piu’ interessante riguarda la figura di governo. Messi di fronte ad una scelta secca, tra sistemi parlamentare e semipreidenziale, il 26,3% dei cittadini si e’ dichiarato favorevole a mantenere lo status quo a fronte di una larga maggioranza, il 68,1%, che ha espresso voglia di cambiamento. Di questi ultimi il 29,1% rafforzerebbe i poteri del governo e il 39% vorrebbe l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Questi dati vanno pero’ integrati dalle risposte di approfondimento che hanno espresso un 51,9% di favorevoli a mantenere comunque una forma di governo di tipo parlamentare, anche se rafforzato nei suoi poteri. Se a questi si aggiunge il 26,3% di chi vorrebbe mantenere l’attuale sistema parlamentare, la maggioranza dei consensi va dunque ad una forma cosiddetta ”neoparlamentare” che vede un rafforzamento dei poteri del governo accompagnato pero’ da un parallelo rafforzamento dei poteri di controllo e di indirizzo da parte del parlamento. E’ lo schema del governo del premier anche se declinato nelle varie forme riconducibile al cosiddetto modello Westminster. Sempre in riferimento al Parlamento le priorita’ degli italiani vanno, nell’ordine, ad una riduzione del numero dei parlamentari; una riduzione delle indennita’ e dei benefici accessori; miglioramento della qualita’ e della quantita’ e tempi di produzione delle leggi; trasparenza dell’operato del parlamento. Un altro dato plebiscitario riguarda la struttura territoriale dove 88,2% si dichiara favorevole a una modifica radicale dell’attuale struttura. Riguardo le province gli italiani sarebbero favorevoli alla loro abolizione: il 72% le vorrebbe sopprimere a fronte di un 16% che vorrebbe ridurne il numero. L’8% e’ invece favorevole a mantenere la struttura attuale. Il desiderio di cambiamento investe anche le regioni: il 36% e’ favorevole ad accorpamenti e il 38% vorrebbe un rafforzamento degli strumenti di cooperazione. Per quanto riguarda le concorrenze legislative, il 17% e’ favorevole ad aumentare le competenze esclusive dello Stato, e il 65% e’ per una migliore definizione delle competenze con attribuzione chiare o allo Stato o alle Regioni. Allo Stato i cittadini vorrebbero riservare sanita’, tutela e sicurezza del lavoro, rapporti internazionali e con la Ue, energia, trasporti e istruzione (facendo salva l’autonomia scolastica). Sempre in materia di concorrenza legislativa gli intervistati sono favorevoli ad un Senato composto da rappresentanti degli enti territoriali a cui affidare il ruolo di composizione dei conflitti che ora stanno aggravando il lavoro della Corte Costituzionale. Soddisfazione per i risultati della consultazione e’ stata espressa dal ministro Gaetano Quagliariello durante la conferenza stampa di presentazione dei dati che lui stesso portera’ a conoscenza dei presidenti di Camera e Senato e delle commissioni parlamentari competenti. ”C’e’ soddisfazione per la partecipazione dei cittadini -ha detto il ministro- e i risultati mi sembrano molto meno scontati di quanto si potesse credere. Non vanno letti come un sondaggio, ma come spunti e spero che il legislatore li terra’ in giusta considerazione”. min/sam/

 

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