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Martedì 12 novembre 2013 - 17:20

Legge stabilita’: Granaiola, ipotesi spiagge da confronto associazioni

(ASCA) – Roma, 12 nov – ”Sull’emendamento da me presentatoal ddl di stabilita’, contenente la soluzione dell’annosavicenda delle concessioni demaniali marittime per usoturistico ricreativo, che si trascina con alterne vicende dallontano 2006, anno di emanazione della famigerata DirettivaBolkestein, si puo’ essere o non essere d’accordo, ma non sipossono sparare giudizi o attacchi grossolani, dettatidall’ignoranza della materia, dalla pigrizia mentale e davetusti, quanto nocivi, preconcetti e pregiudizi, forierisolo di nuovi equivoci e di ulteriore confusione”. E’ quantoscrive in un comunicato la senatrice Manuela Granaiola, primafirmataria dell’emendamento alla Legge di stabilita’ del Pdper la vendita del tratto di demanio costiero sul quale sonostate costruite strutture turistiche. ”L’emendamento in questione, il n.3010 – spiega ranaiola- nasce da un’ipotesi prospettata dal sottosegretarioall’economia, l’on. Pier Paolo Baretta e dal Direttoredell’Agenzia del Demanio, Dr. Scalera, ad un tavolo diconfronto con le associazioni di categoria e con moltideputati e senatori di diversi schieramenti politici. Ipotesia mio parere molto interessante, sulla quale, dopo unapprofondito dibattito con i concessionari al SUN di Rimini(presenti piu’ di mille persone) c’e’ stata la totaleconvergenza di tutte le associazioni di categoria”.

”A seguito di ulteriori approfondimenti – prosegue -anche con i colleghi della Camera e con le Associazioni hodeciso di presentare l’emendamento che non contiene ipotesidi vendita delle spiagge, ma di quelle aree che non rivestonopiu’ i caratteri della demanialita’, in quanto su di esseinsistono opere (case di abitazione, ristoranti, bar gia’ diproprieta’ dei concessionari) che sono state regolarmenteautorizzate dai regolamenti urbanistici, dai piani diutilizzazione delle spiagge, dalla capitaneria di porto edalla sovrintendenza. Aree che ormai hanno perso l’originalecaratteristica di destinazione ai ”pubblici usi del mare”,che riguardano la navigazione ed il traffico marittimo”.

Quindi la senatrice del Pd aggiunge: ”E’ necessario pero’che tali aree, individuate con atto ricognitivo-aziendaledelle agenzie del Demanio, siano riconosciute non piu’appartenenti al demanio marittimo e diventino cosi’patrimonio disponibile dello Stato. Allora e solo allora,potranno essere cedute a titolo oneroso al concessionario,riconoscendo in favore dello stesso il diritto di opzioneall’acquisto. Il tutto subordinato all’assenza di abusiedilizi, al vincolo di destinazione turistico-ricreativa ealla garanzia dell’accesso libero al mare per chiunque. Lerestanti aree, al di la’ della dividente demaniale e quindile spiagge, alla scdenza del 2020, saranno oggetto di nuovaassegnazione, con procedura di evidenza pubblica che tengaconto della qualita’ dei servizi offerti alla balneazione,della sicurezza, della protezione delle spiagge e delle formedi aggregazione di imprese e della tutela della lorounicita”’.

”Naturalmente – conclude Granaiola – il percorso previstodall’emendamento dovra’ essere accompagnato da quell’azionecoordinata e forte del governo, che e’ mancata dal 2006 adoggi, in sede europea, per stabilire una volta per tuttequale possa e debba essere la giusta apllicazione dellaDirettiva Bolkestein al sistema di balneazione attrezzataitaliano, perche’ solo salvando tale specificita’,che partedal paesaggio per arrivare alla qualita’ dei servizi offerti,si puo’ evitare quella cementificazione e quellostravolgimento dello skyline delle nostre coste chederiverebbe dalla pericolosa ed inevitabile acquisizionedelle concessioni da grossi gruppi stranieri o di detentoridi capitali di dubbia provenienza”.

com-sgr/mau

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