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Venerdì 8 novembre 2013 - 11:11

Pdl: Cicchitto, no a partito gestito da nucleo autoritario e estremista

(ASCA) – Roma, 8 nov – ”I cortesi amici del Pdl-Fi che ierihanno legittimamente contestato, visto che non lecondividevano, alcune mie osservazioni a loro volta non mihanno convinto malgrado la ricchezza delle loroargomentazioni. Torno sui due punti politici decisivi.

Continuo a ritenere un gravissimo errore che il Pdl-FI facciacadere il governo, a maggior ragione se lo facesse propriocome ritorsione ad una dichiarazione di decadenza diBerlusconi da parte della maggioranza del Senato. Dobbiamocontestare in tutti i modi questa decisione e anchel’indicazione della Giunta Elezioni per il voto palese,dobbiamo continuare a combattere l’uso politico dellagiustizia contro Berlusconi, ma faremmo un pessimo servizioallo stesso Berlusconi se mettessimo in contrapposizione labattaglia garantista e la governabilita”’. L ha affermato inuna nota Fabrizio Cicchitto, deputato del Pdl. Quanto poi alla legge di stabilita’ ”dobbiamo batterciper migliorarla, ma anche questa battaglia non puo’ esserestrumentale per la caduta del governo. Purtroppo – haosservato – il vero nodo della politica economica non sta inItalia, ma in Europa, con il vincolo del 3% e con unapolitica restrittiva, adesso contraddetta dalle ultimedecisioni della BCE che pero’ non risolvono il problema.

Infatti c’e’ un’impostazione di fondo di tipo restrittivo chedistingue l’Europa dagli Usa e dal Giappone. Orbene su questoterreno dobbiamo costruire una posizione autonoma delcentro-destra italiano che deve essere fondata su unrevisionismo europeistico contrapposto al populismoantieuropeo del movimento a cinque stelle e di altri edistinto e distante dalle impostazioni recessive della lineatedesca”.

Ad ogni modo, secondo Cicchitto, ”dobbiamo rimaneresolidamente nel PPE e non creare le condizioni politiche estatutarie per esserne esclusi. In questo quadro l’altrogrande nodo politico e’ costituito dal partito. Indiscussione non e’ la sigla, fra il Pdl e Forza Italia, ma lasostanza. Non e’ accettabile un partito nel quale tutti ipoteri siano concentrati in una sola persona e che poi essosia gestito e controllato da un nucleo insieme autoritario edestremista. Bisogna coniugare insieme la guida carismatica diBerlusconi, con la democrazia interna, specie in presenza didivergenti posizioni politiche. Infine – ha concluso – nonva fatto a Renzi e al PD il favore di provocare la crisi delgoverno”.

com-brm/sam/rob

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