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Venerdì 8 novembre 2013 - 20:10

Legge stabilita’: Pd e Pdl, priorita’ diverse e qualche convergenza

(ASCA) – Roma, 8 nov – Pd e Pdl manifestano priorita’ diverse nell’illustrare per sommi capi gli emendamenti alla legge di stabilita’ che dovranno depositare in commissione Bilancio del Senato entro domani a mezzogiorno. Priorita’ che potrebbero diventare il pretesto anche per dimostrazioni di forza, come accaduto sino ad ora in una situazione politica che non riesce mai a dimostrarsi stabile. Durante un incontro con la stampa il relatore del Pd, Giorgio Santini, ha individuato come primo punto tra le priorita’ del suo partito i temi che riguardano lo sviluppo e quindi la piattaforma di garanzia per il credito. E il collega del Pdl, Antonio D’Ali’, mette al primo posto il tema della casa, con la necessita’ che la nuova service tax sia ”una manovra innovativa” il cui tributo ”sia inferiore a quello attualmente vigente”. A questo proposito, invece, il Pd chiede che la nuova tassa ”non sia superiore” a quella esistente. Un divario evidente esiste sull’ammontare del valore delle modifiche: circa 1 miliardo per il Pd, 7/8 miliardi per il Pdl. Anche in tema di coperture si riscontrano divergenze tra i due partiti della maggioranza. Il Pdl insiste con la rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia (per la quale ha gia’ incassato il no del governo) e propone la vendita del demanio turistico (gli stabilimenti balneari) e il prolugamento delle concessioni per le zone di spiaggia occupate dagli ombrelloni. Il Pd, dal canto suo, ribadisce che le coperture devono essere trovate nell’innalzamento della tassazione dele rendite, nelle modifiche alla Tobin tax, nell’economia digitale. C’e’ convergenza, pero’, sull’incremento delle vendite di immobili dello stato. La riduzione della platea per il taglio del cuneo fiscale sul lavoro mette d’accordo tutti, ma il Pd punta a prevedere un tetto di 28 mila euro lordi di reddito, il Pdl insiste invece sualla detassazione del salario di produttivita’ e chiede maggiore attenzione per le imprese. Situazione analoga anche per quanto riguarda la deindicizzazione delle pensioni. I due partiti della maggioranza concordano nel dire che la legge di stabilita’ deve essere modificata in questo capitolo. Ma il Pd limita la ripresa delle rivalutazioni alle pensioni pari a tre volte il minimmo e trova le coperture in un contributo di solidarieta’ proveniente dalle pensioni d’oro (5% sugli assengni oltre 90mila euro), mentre il Pdl, pensa di allargare la platea tenendo conto anche dell’eta’ dei pensionati. Potrebbe infine essere equivalente il numero di emendamenti che sara’ presentato domani: circa 600 per il Pd come per il Pdl. Il lavoro di sintesi tocchera’ poi a relatori e governo. Alcune delle principali richieste di modifica saranno sintetizzate, in fase di chiusura dei lavori della commissione Bilancio, dagli emendamenti che porteranno la firma di Santini e D’Ali’. I tempi comunque sembrano essere stretti. La commissione tornera’ a riunirsi martedi’ per iniziare a votare gli emendamenti il giorno dopo e arrivare al via libera tra il 18 e il 20 di novembre. sgr/mau

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