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Mercoledì 6 novembre 2013 - 18:08

Riforme: Anci, approvare ddl Delrio entro la fine dell’anno

(ASCA) – Roma, 6 nov – La riforma degli enti locali previstadal ddl Delrio ”deve seguire il metodo della condivisione.

Ferma restando la sovranita’ del Parlamento, occorre undialogo continuo con chi quella riforma dovra’ applicarla inconcreto, vale a dire i Comuni”. Lo ha detto il Presidentedell’Anci e Sindaco di Torino, Piero Fassino, nel corsodell’audizione presso la commissione Affari costituzionalidella Camera in merito al disegno di legge sul riassettodegli Enti locali.

Fassino ha individuato un secondo aspetto dirimente: quelloriguardante i tempi di attuazione della riforma. ”Questariforma – ha detto – e’ annunciata da vent’anni e sulla suariuscita la classe politica si gioca tanta della propriacredibilita’. I tempi non devono slittare – ha quindisottolineato – altrimenti il rischio e’ che passi un altroanno, visto che a primavera 2014 ci saranno le elezioniamministrative e una riforma del genere non potrebbe essereapprovata”.

Nel corso del suo intervento, Fassino ha illustrato ildocumento presentato dall’Anci in cui sono contenuti gliemendamenti al disegno di legge e dove, ha tenuto asottolineare, non si parla di abolizione delle Province.

”Voglio essere chiaro – ha infatti rimarcato – che non siparla di abolizione delle Province ma punta ad unariarticolazione di queste come Enti di secondo grado. Ildibattito politico non puo’ vertere su ‘Province si’ Provinceno’ altrimenti si perde di vista il tema centrale che e’quello della riorganizzazione complessiva”.

Infine un breve passaggio sul rapporto con le Regioni. ”Conloro – ha detto Fassino – vogliamo improntare unacollaborazione basata sulla ricerca di scelte condivise, perdiscutere di competenze e determinazioni precise, non didifese corporative”.

Presenti all’audizione anche il primo cittadino di Venezia eCoordinatore Anci delle Citta’ metropolitane, Giorgio Orsonie il Delegato Anci ai piccoli Comuni, Mauro Guerra. PerOrsoni le Citta’ metropolitane ”sono gia’ una realta’ inItalia. Occorre quindi normare questo dato di fatto per stareal passo con i tempi e con le grandi citta’ europee. Non e’possibile – ha notato – avere regole vecchie dicentocinquanta anni. E’ arrivato il momento di ammodernarel’impianto complessivo che regola la vita degli Entiterritoriali”.

Il sindaco di Venezia ha poi ricordato che la riforma dellecitta’ metropolitane deve essere pensata ”fuggendo ilterritorialismo a vantaggio di provvedimenti efficaci cheguardino allo sviluppo economico del Paese”. Inoltre e’necessario pensare ”non modelli unici di citta’metropolitane, bensi’ modelli costruiti per le peculiarita’di ogni citta’ e questa riforma, grazie alla possibilita’ diprevedere statuti diversi, lo permette”.

Infine Mauro Guerra. ”I piccoli Comuni – ha detto -devono essere visti non come un peso ma come un’opportunita’per il Paese. Condividiamo l’obiettivo della riforma cheparla di rafforzamento della cooperazione tra piccoli Comuni- ha proseguito Guerra – ma assieme al sistema delle Unionireputiamo indispensabili le convenzioni, strumento piu’flessibile, leggero e funzionale che permette ai Comuni diminore densita’ demografica di continuare a garantire dirittie servizi ai cittadini”.

Il coordinatore piccoli Comuni Anci ha parlato del ruolodelle Regioni nel processo di riorganizzazioneistituzionale.

”Diciamo no a una guerra di conflitto tra Stato e Regionidove rischiano di trovarsi nel mezzo proprio i Comuni. Sicerchi un punto di equilibrio – ha concluso -nell’interesse enella pari dignita’ per tutti”.

rus/mau/ss

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