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Mercoledì 6 novembre 2013 - 12:59

Pd: Renzi su ‘Italianieuropei’, puoi guidare Paese solo se lo ami

(ASCA) – Roma, 6 nov – ”Puoi guidare un Paese solo se loami. Puoi amministrare un territorio solo se vuoi bene allepersone che lo vivono. Solo con questo spirito si puo’tentare l’impresa teoricamente impossibile: dimostrare aFirenze che si puo’ vivere non solo di passato, non sologuardandosi indietro, non solo nella nostalgia di quantofosse bello cio’ che non c’e’ piu’. C’e’ un futuro dacostruire, adesso. Persino a Firenze”. Lo scrive MatteoRenzi, sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd,in un editoriale di ‘Italianieuropei’, la rivista diretta daMassimo D’Alema, in cui si sofferma sulla sua esperienza diprimo cittadino.

”Viviamo un tempo in cui il futuro sembra una minaccia.

Fa paura, inquieta, terrorizza. Siamo portati a credere chestaremo peggio di come sono stati i nostri genitori. Ilfuturo evoca il pericolo. Nella mia citta’, invece, il futurocorre un rischio diverso: quello di sembrare inutile. Che cene facciamo del futuro, noi che abbiamo avuto tutto dalpassato? Firenze ha avuto anche grandi sindaci. Non sidirebbe pensando all’attualita’, potrebbero ironizzare i piu’maliziosi lettori di ‘Italianieuropei’. Ma non c’e’ dubbio -prosegue Renzi – che la storia di questa citta’ sia statacaratterizzata da alcuni straordinari primi cittadini capacidi restituire speranza alla propria comunita’, a partire dalprimo sindaco eletto del dopoguerra, quel Mario Fabiani cheNeruda rappresento’ come un operaio, a capo della citta’.

Difficile stabilire graduatorie, sia chiaro. Ma forse il piu’grande sindaco di Firenze e’ stato Giorgio La Pira”.

”Parigi torna ad avere un sindaco con Jacques Chiracprima e cambia pelle sotto la lunga guida di Bertrand Delanoepoi. In Inghilterra – continua Renzi – alcuni Comuni tornanodopo anni a esprimere un sindaco, come fa Londra con KenLivingstone prima e Boris Johnson poi. Per non parlare degliStati Uniti, che vedono poderosi processi di trasformazioneguidati da autorevoli primi cittadini: emblematico il caso diNew York, splendidamente rivoluzionata, sotto la guida diRudolph Giuliani prima e Michael Bloomberg poi. Ma nondimentichiamo due sindaci democratici di lungo corso comeThomas Menino ancora in carica a Boston o Richard M. Daley daqualche mese non piu’ sindaco di Chicago: oggi le loro citta’sono profondamente cambiate, trasformate, rinnovate.

In Italia invece le citta’ non sono riuscite a giocare unruolo fondamentale. Paradossalmente la terra culla dell’ideadi municipalismo non ha visto in questi vent’anni un ruolo dileadership da parte delle comunita’ cittadine”. ”Alla breve primavera dei primi anni Novanta – che hacoinciso con la modifica del sistema istituzionale – hannofatto seguito due evidenze negative forse non tropposufficientemente analizzate. La prima – spiega il sindaco diFirenze – e’ stata il fallimento del sogno federalistaimposto dalla Lega all’attenzione della comunita’ politica matradito dallo stesso centrodestra con provvedimenticentralisti e statalisti oltre che con scelte discutibili:dopo aver parlato a lungo di ‘Roma ladrona’, la Lega hadimostrato di sapersi integrare senza troppe difficolta’nella politique politicienne. Ma ha totalmente perso di vistal’istanza federalista, smarrita alla prova dei fatti essendostati quelli di destra governi tra i piu’ centralisti dellastoria repubblicana. La seconda, l’errore del centrosinistracon la revisione del Titolo V della Costituzione, completatanel 2001 a colpi di (risicata) maggioranza, difesa in sedereferendaria, ma rivelatasi piu’ problema che soluzione”. ”Il tentativo di valorizzare le esperienze amministrativeciviche – che animera’ anche la pagina nuova del PartitoDemocratico, se ci sara’ dato di scriverla – non e’ altro chela risposta a un cambiamento radicale della politica globaleche si sta verificando”, sottolinea Renzi.

ceg

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