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Lunedì 4 novembre 2013 - 16:22

Riforme: Zaia a Delrio, meno regioni ma piu’ grandi e piu’ forti

(ASCA) – Venezia, 4 nov – ”Mi auguro che Delrio vogliaseriamente lavorare a una nuova prospettiva di ridisegnoterritoriale complessivo delle Regioni, ragionando dipossibili aggregazioni e immaginando che la specialita’ nonsia prerogativa di poche ma di tutte quelle che continuerannoad esistere dopo una seria e coraggiosa azione riformatrice edi responsabile razionalizzazione. Meno Regioni, piu’ sane,piu’ forti e vere protagoniste di un federalismo concreto acui l’Italia non puo’ piu’ rinunciare”. Cosi’ Luca Zaia,presidente del Veneto, valuta la posizione del ministro pergli Affari regionali, Graziano Delrio, sulla ridefinizionedei confini delle regioni, considerata ”un’operazione moltocomplessa”.

”Riordinare territorialmente le regioni – spiega Zaia -non e’ semplice ma non e’ impossibile. In questo Paese mancail coraggio e la determinazione che richiede invece una fasestorica complessa come quella che stiamo vivendo: se unmalato di cancro non si cura con l’aspirina, altrettantol’Italia puo’ guarire solo con una cura robusta e in grado dicolpire in modo mirato i suoi mali. Le medicine esistono e sichiamano riforme”, continua Zaia.

”Trovo comprensibile ma arrendevole questa posizione”prosegue Zaia, spiegando che ”e’ vero che cambiare qualcosain Italia e’ difficilissimo, ma se non ci decidiamo a farlosiamo destinati a tempi ancor piu’ grami e non torneremo aessere competitivi in Europa”.

”Peraltro – specifica Zaia – la Comunita’ Europea gia’promuove politiche che privilegiano la costituzione di macroregioni e investe nell’aggregazione di realta’ territorialiampie, transnazionali e omogenee. E’ mai possibile – sichiede il presidente concludendo il suo intervento – che laGermania prenda in seria considerazione l’ipotesi di chiuderealcuni Lander, portandoli da 16 a 11, perche’ i loro continon sono a posto e per contro l’Italia nemmeno si pone ilproblema dell’utilita’ di regioni che hanno meno abitanti diuna citta’, deficit di bilancio costante e costi difunzionamento indecenti?”.

red/rus

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