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Sabato 2 novembre 2013 - 11:28

Ue: Brunetta a Letta, criticare austerita’ Europa non e’ populismo

(ASCA) – Roma, 2 nov – ”Il presidente del Consiglio, EnricoLetta, ieri ha voluto spiegare, a testate unificate, perche’i movimenti antieuropeisti rischiano di vincere le prossimeelezioni, mascherando, dietro un ragionamento voltoall’Europa, un tema tutto interno, e mettendo le mani avantirispetto al pericolo di una deriva di fatto PdL-Grillo-Legacontro l’Europa tedesca e l’euro dell’austerita’. Conl’obiettivo ultimo, gia’ piu’ volte manifestato, di dividereil PdL tra governativi ‘europeisti’ e berlusconiani’populisti”’. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo del Pdl allaCamera dei deputati, in un editoriale pubblicato da ”IlGiornale”.

”Ma il populismo che il presidente del Consiglio vedecrescere in Italia – sottolinea Brunetta- non e’ rancore neiconfronti dell’Europa, bensi’ reazione nei confronti diun’Unione egoista e opportunista a trazione tedesca. Inun’elezione europea, infatti, si devono confrontare iprogrammi politici e all’interno di questi le politicheeconomiche. Letta da quale parte sta? Considera corrette lepolitiche di austerity fino ad oggi accettate passivamentedai governi? O alle elezioni si deve chiedere il voto su unapolitica alternativa?”.

Secondo l’ex ministro ”fino a quando si confondel’attacco alle scelte europee con l’attacco all’Europa inquanto tale si alimenta l’anti-europeismo. Il presidenteLetta, per esempio, non dice nulla sul problema dei problemiin Europa: quello della sovranita’. Che significa che non sipuo’ cedere sovranita’ nazionale su temi sui quali non c’e’ancora una sovranita’ sovranazionale in grado di prenderedecisioni politiche e di interloquire con il mondo.

D’altronde, quando il nostro presidente del Consiglioaffronta il perche’ del crescere dell’antieuropeismo sisposta subito su temi italiani, quelli delle riformeistituzionali, proprio per non affrontare il nodo dellequestioni”.

”Le larghe intese – ha ribadito Brunetta – servono a ungoverno per avere coraggio, per giocare d’attacco in Europa,come Stato membro autorevole e avendo alle spalle i due piu’grandi partiti. Imponendo svolte serie e cosi’ rispondendo atutti i populismi. Altrimenti siamo nella demagogia o nellefrasi vuote da convegno a Bruxelles. Prima di dare giudizi,presidente Letta, si faccia un esame di coscienza; studi afondo le cause del rancore europeo, con particolareriferimento al malessere italiano, attribuibili alla violenzae al grande imbroglio che il nostro paese ha dovuto subiredall’estate-autunno del 2011, quando, su interessate pulsioniesterne, e’ stato fatto cadere un governo legittimamenteeletto ed e’ stato messo in piedi un esecutivo tecnico che haesacerbato e acuito l’instabilita’, producendo unindebolimento della nostra economia e delle nostreistituzioni. Portando i predatori dalla tripla A a fareshopping di aziende e di gioielli di famiglia nel nostroPaese. Studi il populismso in Europa, che non e’ altro che ilprodotto delle politiche economiche sangue, sudore e lacrimevolute da Angela Merkel e tanto amate e subite da Monti. Leida che parte sta presidente Letta?”, ha concluso l’exministro.

com-brm/sam/

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