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Martedì 29 ottobre 2013 - 16:03

Immigrati: Cgil, subito Piano nazionale accoglienza e integrazione

(ASCA) – Roma, 29 ott – ”Un piano nazionale d’accoglienza edi integrazione”. E’ questa la richiesta avanzata dalla Cgilnel corso del convegno: ‘Dall’emergenza ad un sistemad’accoglienza in Italia ed Europa. Dalla guerra civileSiriana alla tragedia di Lampedusa’, promosso dalla Cgil edal Cir (Consiglio italiano per i rifugiati), che si e’svolto oggi a Roma nella sede del sindacato di Corsod’Italia. Un’iniziativa indetta per avviare una riflessioneapprofondita, con interlocutori autorevoli e competenti, perindividuare proposte e percorsi concreti per uscire dallatragedia e dall’emergenza. ”Dopo l’ennesima tragedia nel mare di Lampedusa, la piu’grave per dimensioni accaduta finora, non si puo’ piu’tollerare che tutto rimanga immutato, ne’ ci si puo’ fermareal cordoglio ed alla esortazione che non ”accada mai piu”.

Per non farlo accadere mai piu’ – ha affermato la Cgil -bisogna fare delle scelte, degli atti politici concreti,bisogna cambiare norme e comportamenti”. ”La posizione geografica dell’Italia – sottolinea ancorail sindacato – la porta inevitabilmente a dover assolvere uncompito di accoglienza degli stranieri che intendono arrivarein Europa, innanzitutto di coloro che chiedono protezione.

Questo compito stando alla situazione geopolitica dell’areadel Mediterraneo e’ diventato sempre piu’ impegnativo. Ed e’facile prevedere che nel futuro prossimo lo diventera’ ancoradi piu’. Cio’ impone di superare l’approccio emergenziale ecostruire una risposta adeguata, organica e strutturale.

Questa risposta non puo’ essere altro che ”un pianonazionale d’accoglienza e di integrazione”’.

Un piano che, e’ stato detto nel convegno concluso dalsegretario nazionale della Cgil, Vera Lamonica, deveaffrontare almeno i seguenti punti: ”il quadro normativoeuropeo ed italiano in materia di accoglienza, procedure diasilo ed integrazione di rifugiati e migranti; la normativasull’accoglienza utilizzata in passato a seguito di ”eventispecifici’ a partire dalla ex Jugoslavia fino all”’emergenza nord Africa’; l’esperienza nell’applicazione diqueste normative da quelle piu’ negative alle buone pratichedi comuni come ad esempio, Badolato; l’immagine dell’Italiain Europa per mancanza di accoglienza secondo gli standardstabiliti, per l’assenza di misure di integrazione, e per ifrequenti episodi di abbandono sociale di richiedenti asilo erifugiati, come evidenziato da centinaia di decisioni ditribunali in altri Stati dell’Unione Europea”.

”In assenza di ‘un piano nazionale d’accoglienza e diintegrazione’ – ha sostenuto la Cgil – l’Italia non potra’mai giocare un ruolo convincente ne’ nei tavoli europei intermini politici, ne’ nei piani di finanziamento europeodestinati ai Paesi membri per accoglienza di stranieri erichiedenti protezione internazionale”.

red/gc

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