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Sabato 26 ottobre 2013 - 16:18

Capitalismo: Bertinotti, ritorna incompatibile con democrazia

(ASCA) – Roma, 26 ott – ”Oggi in che capitalismo viviamo?”,si chiede Fausto Bertinotti nel chiudere il convegno duratotre giorni dall’ambizioso titolo ”Capitalismo finanziarioglobale e democrazia in Europa”, promosso dalla FondazioneCercare ancora, da lui presieduta e a cui hanno partecipatodecine di intellettuali della sinistra. La risposta che da’ l’ex presidente della Camera e’precisa: ”Siamo nella fase costituente di un nuovo regimecapitalistico in cui si evidenzia una forma dicompenetrazione tra capitale finanziario e capitaleproduttivo che tende a realizzare un nuovo modo di produzionein cui la cifra e’ la precarieta’. Il problema e’ che questaforma di capitalismo torna incompatibile con lademocrazia”.

Forse lo sara’ nei tempi lunghi, aggiunge, come e’ accadutonella seconda meta’ del Novecento quando ”la mediazione tracapitale e lavoro diede vita al welfare e al compromessosocialdemocratico ma per ora, come diceva Rosa Luxemburg, ilcapitalismo individua nuovi territori per il suo sviluppo cheattualmente corrispondono alla privatizzazione dei vecchiambiti dello Stato sociale”.

L’ex segretario di Rifondazione comunista ritiene chenessuna delle forze attualmente in campo della sinistra siponga i temi dell’azione e dell’analisi all’altezza dellasituazione.

”Il problema della forza torna acutamente edineludibile”, sottolinea Bertinotti facendo riferimento alsoggetto antagonista mancante – partito o sindacatoconfederale – travolti dalla crisi nei loro ruolitradizionali e incapaci di fare da contrasto ai processi inatto. ”Le politiche di austerita” europee non hanno avversarie opposizioni sistemiche non occasionali. L’austerita’ servea costruire un nuovo capitalismo europeo. Cosi’ facendol’euro diventa una camicia di forza e quindi e’ individuatocome bersaglio”, sottolinea Bertinotti che mette in guardiada un europeismo acritico: ”Si sta costruendo una Europaoligarchica, senza sovranita’ popolare, con parlamentiridotti a enti inutili, la parita’ di bilancio e’ stataaddirittura introdotta in Costituzione. Solo nelle parole diMario Draghi si individuano alcuni obiettivi sociali dacollegare alle attuali politiche europee”.

L’analisi e’ chirurgica, com’e’ nello stile dell’expresidente della Camera: ”Neppure ipotesi di buon senso,come un piano per il lavoro e la proposta di riduzionedell’orario di lavoro, trovano spazio”. Il giudizio e’ drastico: ”I partiti che sono sulla scenanon sono agibili”. Bertinotti, sempre in punta di analisi,lancia un avvertimento: ”Sono contrario pure a una sorta diangelizzazione della nostra Costituzione. Cosi’ facendorischiamo di svilirla. E trovo tardive le richieste di nonsmantellarla. Si potrebbe dire: gia’ fatto. E ricordare comeuna certa costituzione materiale abbia rovesciato la Cartacostituzionale”.

Ai relatori (James K. Galbraight, Heinz Bierbaum, EtienneBalibar, Marco Revelli) e ai molti partecipanti al convegnoche si e’ tenuto presso l’Istituto Sturzo (tra cui MarcoBerlinguer, Riccardo Bellofiore, Raffaella Bolini, AldoBonomi, Emiliano Brancaccio, Alberto Burgio, Walter Cerfeda,Enrico Cisnetto, Monica Di Sisto, Luigi Ferrajoli – CarloFormenti, Andrea Fumagalli, Francesco Garibaldo) Bertinottinon ha ricette preconfezionate da offrire, se non l’invito aun lavoro comune sul lungo periodo per ricostruire ipotesiinterpretative e soggetti da mettere in campo.

Nell’immediato, l’ex presidente della Camera guarda coninteresse ”a forme di rivolta sociale e a esperienzeextramercantili di autogestione”. Agli intellettuali che chiama a collaborare con la suaFondazione rivolge un appello: ”Dovremmo rivalutare unacerta idea di ‘impegno’ che si rifa a Jean-Paul Sartre”. Ilriferimento e’ alle pagine del filosofo e scrittore franceseche nel dopoguerra parlo’ di ”engagement” per gliintellettuali che snobbavano la politica raccomandando loropero’ di non perdere la propria liberta’ intellettuale e diricerca.

gar/sat/

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