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Venerdì 25 ottobre 2013 - 17:01

Giustizia: Di Pietro, stop attacco magistrati. E’ diventato sport

(ASCA) – Roma, ”Ha fatto bene oggi il presidente dell’Anm,Rodolfo Sabelli, a richiamare l’attenzione sul grave pericoloche corre il nostro sistema democratico. Ormai l’attacco allamagistratura e alle sentenze da parte dei soliti noti e’diventato un sport che passa nell’indifferenza di tutti e cherischia di diventare uno slogan di uso quotidiano”. Loscrive in un post sul suo blog il presidente dell’Italia deiValori, Antonio Di Pietro, dopo l’avvio del Congressodell’Associazione nazionale magistrati. ”Cosi’ – aggiunge – si calpesta lo Stato di diritto che vedenella separazione dei tre poteri, legislativo, esecutivo egiudiziario, uno dei principi fondamentali. Ma la misura e’colma da tempo e pertanto condivido le preoccupazionidell’Anm che mette in guardia sul pericolo di ingerenza e disottomissione da parte della politica. Questa culturaberlusconiana che ha prodotto mille leggi ad personam,facendo prevalere gli interessi personali su quelli dellacollettivita’, e’ purtroppo diventata un modus operandi, el’unico ostacolo per i suoi esponenti e’ rappresentato dallamagistratura che pertanto viene giornalmente delegittimata eattaccata. Siamo arrivati al paradosso con la legge Severino:la colpa per certi politici non sarebbe l’ambiguita’ dellenorme e di chi le ha varate, ma dei magistrati che leapplicano. Stesso sonoro per il reato di clandestinita’, ilproblema per questi signori non sono gli artefici delladiabolica legge, ma i magistrati”. ”Io credo – prosegue Di Pietro – che siamo di fronte aisoliti furfanti che stanno nel silenzio generale cercando dimanipolare le coscienze, creando un clima da caccia allestreghe. Bene! Questi signori vogliono far funzionare lagiustizia, come dicono a parole? Facciano il loro dovere inParlamento: diano maggiori risorse al settore e modifichinola legge Severino, abroghino il reato di clandestinita’,cancellino la legge Bossi-Fini, ma soprattutto faccianoriforme serie che servano realmente ai cittadini. Un esempio?Trovino subito una soluzione per quei 3400 precari dellagiustizia, lavoratori altamente specializzati e qualificatiche, dopo un tirocinio di tre anni, rischiano ladisoccupazione”. com-sgr/cam/ss

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