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Giovedì 24 ottobre 2013 - 11:00

Ue: TDM, si’ a sfida cure transfrontaliere. Ma ci sono rischi economici

(ASCA) – Roma, 24 ott – ”Un decreto legislativo che colgal’occasione per ridurre le differenze a livello regionale eche, in primo luogo, garantisca l’assistenza diretta aicittadini per evitare che la Direttiva sulle curetransfrontaliere diventi una opportunita’ solo per ricchi. Esoprattutto un atto formale di coinvolgimento della nostraassociazione nell’implementazione della Direttiva”: e’quanto ha chiesto oggi Tonino Aceti, coordinatore nazionaledel Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva nelcorso dell’evento ”Cure senza frontiere: da oggi sipuo”?”.

L’evento e’ stato promosso dalla associazione in meritoall’applicazione della Direttiva europea sulle curetransfrontaliere che entra in vigore domani 25 ottobre intutti gli Stati membri della Ue e che l’Italia si e’impegnata a recepire entro il 4 dicembre, con lo stanziamentoad hoc, nella Legge di Stabilita’, per il 2014 di 121 milionidi euro, di cui Cittadinanzattiva chiede che una parte siadestinata ad una capillare campagna di informazione aicittadini.

”La Direttiva – ha spiegato – ha un impianto positivo, epuo’ diventare uno strumento non solo per curarsi viaggiando,ma per pretendere che in ogni luogo di cura, in ogni Stato,Regione o Asl, ci sia la possibilita’ di avere uguali dirittiall’accesso alle cure, all’informazione alla libera scelta,alla innovazione, alla qualita’ e sicurezza delle cure, alreclamo. E’ una sfida dunque per tutti, e lo e’ anche perl’Italia che deve rendere fruibili ai cittadini, e non soloagli addetti ai lavori, i dati sulla qualita’ e la sicurezzadelle strutture, contenuti ad esempio nel programma Esiti diAgenas e nello stesso Audit civico del nostro Tribunale per idiritti del malato”. ”In Italia – riferisce il dossier curato dal TDM epresentato oggi – il decreto legislativo di attuazione dellaDirettiva e’ ancora in itinere, se ne prevede l’emanazioneentro il 4 dicembre. E’ stato attivato il Punto di ContattoNazionale (PCN), presso il Ministero della Salute, ma che none’ ancora attivo. Non e’ presente alcuna informazione sullapresenza e i riferimenti del PCN, ne’ una pagina internetdedicata. Lo stesso dicasi per i punti di contatto regionali,che sembrerebbero previsti in Veneto, Liguria, Trento e Valled’Aosta. Le associazioni di pazienti e cittadini non sonostate, al momento, coinvolte e non sono stati individuati icentri di eccellenza del nostro Paese”.

Dalla rilevazione effettuata tramite le associazionieuropee aderenti alla rete europea di Cittadinanzattiva, ACN(Active citizenship network), risulta che: ”Leggi direcepimento della Direttiva sono in discussione in Austria,Croazia, Estonia, Francia, Malta, Norvegia. La Germania haaffermato che non fara’ una legge ad hoc, perche’ molte delleprevisioni della Direttiva sono gia’ contenute in altre leggio atti vigenti”. Sulla questione hanno effettuatoconsultazioni pubbliche formalizzate l’Austria, l’Estonia, laFrancia e la Norvegia”.

Il Punto di contatto nazionale ”e’ per il momento attivosolo in Lettonia, anche se fornisce poche info aicittadini”. Le organizzazioni europee ”sono preoccupate che laDirettiva lasci agli Stati un eccesso di discrezionalita’ etemono che i continui tagli alla sanita’ pubblica rendano difatto irrecepibili alcuni principi della stessa. Inoltre,disapprovano che il cittadino debba anticipare i costi dellaprestazione e che sia sostanzialmente solo nel processo discelta ed orientamento. Inoltre, negli Stati piu’ poveri o alalto impatto turistico, si teme che la mobilita’ vada asvantaggio dei residenti, per il rischio dell’aumento deitempi di attesa e di un indebitamento del proprio serviziosanitario”.

red/mpd/mau

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