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Venerdì 18 ottobre 2013 - 17:22

Legge stabilita’: Rughetti (Pd), innova poco perche’ non fa scelte nette

(ASCA) – Roma, 18 ott – ”Manca il taglio non i tagli. Sembrauna legge che mette insieme risposte a tanti problemi ma nonindica delle priorita”’. Cosi Angelo Rughetti, deputatodella commissione Bilancio del PD, risponde alle domande dialcuni giornalisti in transatlantico: ”Mi riferisco inparticolare alla necessita’ di dare risposte a chi oggi ne hapiu’ bisogno e per questo avrei fatto scelte piu’ nette infavore dei redditi piu’ bassi concentrando gli sgravi fino a25/30 mila euro e aumentando il finanziamento per il fondosociale (non autosufficienza, assistenza, sociosanitario)”.

”Invito anche a vedere bene l’effetto delle norme inmateria di IMU, TARI e TASI – continua Rughetti – perche’ ilrischio di andare a bussare ai portafogli con meno soldi e’alto. Mettiamo una norma di principio: chi non pagava l’IMUnel 2012 non paga neanche la TASI perche’ altrimenti graziealle trovate di Brunetta facciamo gli sconti a chi ha di piu’e facciamo pagare chi ha di meno”.

”Sul tema degli investimenti – aggiunge il deputatorenziano – bene l’allentamento del Patto di stabilita’ per icomuni che pero’ va differenziato fra comuni grandi e piccolie fra comuni che fanno investimenti e quelli invece che nonne hanno bisogno”.

Invitato ad indicare un tema a suo avviso assente Rughettiafferma: ”Mi sembra che il mezzogiorno sia il grandeassente. Abbiamo 30 miliardi nei cassetti da spendere entroil 2015 e cominciare a spendere la nuova programmazione.

Servirebbe un piano Marshall, un sorta di legge obiettivo peril mezzogiorno, con semplificazioni e incentivi per potermettere in gioco questa mole di risorse”.

”Va pero’ anche aggiunto – conclude Rughetti – che allecondizioni date, se vedo le quantita’, mi sembra che questalegge di stabilita’ possa passare il vaglio e ricevere ungiudizio positivo. Coloro i quali chiedevano interventi da 10miliardi in un anno sul cuneo fiscale non si rendono contodel contesto di finanza pubblica in cui ci si muove. Aggiungoche questa abitudine tutta italiana secondo la quale le cosesi fanno tutte in una volta e poi ci si ferma per 5 anni e’assolutamente sbagliata e controproducente. Se si vede quelloche succede negli altri Stati, ogni Paese organizza l’azionedi governo con programmi di medio periodo. Non si risolve ilproblema del cuneo in un anno ma in 5 anni si possonoeliminare 15 miliardi di carico fiscale sul lavoro”. com-sgr/mau

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