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Venerdì 18 ottobre 2013 - 17:00

Femminicidio: Guerra, legge non basta. Serve sensibilizzare cittadini

(ASCA) – Roma, 18 ott – Le cause alla radice del femminicidio non possono essere contrastate solo con un provvedimento normativo perche’ poggiano sulla cultura, sul modo in cui e’ organizzata la societa’, sugli stereotipi, sulla scuola, sull’economia”. Sono le parole del Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunita’, Maria Cecilia Guerra, rilasciate attraverso un video messaggio fatto pervenire agli organizzatori in occasione della conferenza stampa di presentazione del sito web www.stopalfemminicidio.it e della copertina del nuovo Elenco di Pagine Si! dedicata alle donne con testimonial la campionessa olimpica on. Valentina Vezzali. ”Fino a qualche tempo fa si pensava che la violenza venisse esercitata solo da altri, dagli estranei. Quindi capire il fenomeno, le sue radici che hanno a che fare appunto con il modo con cui le donne e gli uomini costruiscono  la loro identita’ in questa societa’ e’ il primo passo, uno dei passi  fondamentali per poterlo contrastare”. ”Su questo tema – continua il Vice Ministro -ci siamo spesi anche come Governo e anche con l’aiuto del Parlamento e delle associazioni delle donne, per mettere a punto un primo intervento di tipo normativo che ha coinvolto tanti piani: un piano penale, nel senso che si deve riconoscere che intervenire anche con strumenti che permettano di contrastare il maltrattamento e lo stalking e’ utile al fine di evitare che dal maltrattamento allo stalking si passi poi ad atteggiamenti e reati piu’ gravi, molto piu’ gravi, come appunto il femminicidio”. Il Vice ministro Guerra non potendo presenziare all’appuntamento dichiara: ”Sono contenta di partecipare perche’ il tema, lo stop al femminicidio, ovviamente e’ per me, non solo come persona, come donna in particolare, ma anche come responsabile al momento delle Pari Opportunita’ di grandissimo rilievo”. Parlando del provvedimento normativo aggiunge: ”E’ un decreto che si occupa di accompagnare la donna che sia offesa dalla violenza in un percorso processuale dandole piu’ strumenti, piu’ possibilita’ di difendersi, piu’ possibilita’ di essere informata, ma e’ anche un decreto con cui abbiamo sottolineato con forza la necessita’ di intervenire sulle cause che sono alla radice del femminicidio”. red/gc

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