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Giovedì 17 ottobre 2013 - 21:15

Scelta Civica: Monti lascia il partito. ”Sfiduciato da 11 senatori”

(ASCA) – Roma, 17 ott – Mario Monti lascia Scelta Civica. Locomunica lo stesso ex premier attraverso una nota nella qualescrive di aver rassegnato ”le dimissioni da presidente diScelta Civica. La presidenza verra’ assicurata dalvicepresidente vicario Alberto Bombassei, finoall’attivazione delle procedure previste dallo Statuto per lanomina del nuovo presidente. Domani lascero’ il gruppo diScelta Civica del Senato e chiedero’ l’iscrizione al gruppomisto”.

La presa di posizione di Monti arriva dopo una nota diundici senatori del partito che chiedevano di porre fine ai”distinguo e agli opportunismi” che avrebberocaratterizzato Scelta civica nella discussione sulla Legge distabilita’. Senatori che, ad opinione dell’ex premier, con laloro dichiarazione lo avrebbero di fatto sfiduciato. ”Sulla base degli elementi resi noti dal Governo suldisegno di legge Stabilita’ approvato martedi’ sera – spiegaMonti – ho avuto ieri scambi di opinioni all’interno diScelta Civica, in particolare con i presidenti dei Gruppiparlamentari al Senato (sen. Susta) e alla Camera (on.

Dellai), con i responsabili economici (sen. Lanzillotta, sen.

Ichino, on. Zanetti) e con il portavoce politico (sen. DellaVedova). Su tale base, nella serata di ieri ho rilasciato unadichiarazione come presidente di SC. Vi si esprimeva – spiegal’ex premier – una prima valutazione, secondo la quale il ddlStabilita’ appare soddisfacente quanto al rispetto deivincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzionedelle tasse, insoddisfacente per quanto riguardal’orientamento alla crescita. In merito alla maggiore carenzariscontrabile a questo stadio – la mancanza di riformestrutturali incisive, indispensabili per la crescita – sirichiamavano le proposte offerte alla considerazione delpresidente Letta in un documento rimessogli lunedi’(”Elementi per un contratto di coalizione”)”. Al fine diesercitare sul Governo, sono ancora parole di Monti, ”lostimolo di cui ha bisogno per affrontare risolutamente leriforme, superando le resistenze conservatrici alle quali e’sottoposto da parte del PdL e del PD, attenti in primo luogoai rispettivi interessi elettorali, la dichiarazioneconcludeva: ”La posizione che SC terra’ nell’iterparlamentare dipendera’ dalla misura in cui il Governo vorra’e sapra’ accogliere le preoccupazioni indicate”. Pure nellaserata di ieri, quattordici deputati di SC hanno diffuso unaloro nota congiunta, sostanzialmente in linea con la miadichiarazione”.

”Oggi, dal canto loro – sottolinea Monti – undicisenatori appartenenti al Gruppo di Scelta Civica – i senatoriAlbertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D’Onghia,Luigi Marino, Merloni, Olivero, Lucio Romano, Maurizio Rossi- hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta. E’difficile non convenire con il pochissimo che viene detto inordine alla valutazione del ddl (”e’ un primo passo nellagiusta direzione”). Ma vi e’ un quid specifico, di rilievopolitico, che permea la dichiarazione, unisce le posizionitenute di recente dagli undici firmatari e le connette ad unaltro senatore di SC, che non e’ tra i firmatari in quanto faparte del Governo, il Ministro della Difesa sen. Mauro.

In questi giorni il sen. Mauro, con dichiarazioni ediniziative, e’ venuto preconizzando, da un lato, una linea diappoggio incondizionato al Governo, posizione legittima – enaturale in chi fa parte di un governo – ma che non e’ lalinea di SC, linea definita dai suoi organi direttivi econfermata nella proposta del ”contratto di coalizione”;dall’altro, il superamento di SC in un soggetto politico daicontorni indefiniti ma, a quanto e’ dato capire, aperto anchea forze caratterizzate da valori, visioni e prassi di governoinconciliabili con i valori, la visione e lo stile di governoper i quali Scelta Civica e’ nata. Per i quali ho accettatodi impegnarmi, di impegnare il mio nome e, con esso, difavorire l’ingresso o il ritorno in Parlamento di candidate ecandidati che si sono formalmente impegnati a battersi perrealizzare quella che essi stessi hanno chiamato ”AgendaMonti””. Monti rileva di ”non poter non intendere la dichiarazionedegli ”undici piu’ uno” senatori come una mozione disfiducia nei miei confronti. Ne prendo atto. Rassegno ledimissioni da presidente di Scelta Civica. La presidenzaverra’ assicurata dal vicepresidente vicario AlbertoBombassei, fino all’attivazione delle procedure previstedallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domanilascero’ il gruppo SC del Senato e chiedero’ l’iscrizione algruppo misto”.

L’ex presidente del Consiglio assicura comunque che”nella mia veste di senatore a vita, non verra’ meno il mioimpegno per contribuire all’affermazione di quei valori e diquella visione per i quali, confido, quanti hanno aderito alprogetto di Scelta Civica per l’Italia continueranno abattersi”.

fdv/mau

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