Header Top
Logo
Domenica 19 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • L’Aquila: Cialente a Letta, venga ad annunciare a giovani morte citta’

colonna Sinistra
Giovedì 17 ottobre 2013 - 17:16

L’Aquila: Cialente a Letta, venga ad annunciare a giovani morte citta’

(ASCA) – L’Aquila, 17 ott – ”Prendo atto con dolore, estremamortificazione ed infinita preoccupazione per il futuro dellamia citta’, che il Governo italiano, composto da uomini epartiti che in questi drammatici quattro anni non hanno fattoaltro che rassicurare le popolazioni del cratere che laricostruzione dell’Aquila sarebbe stata questione nazionaleprioritaria, con il varo della Legge di stabilita’, ha difatto interrotto e rinviato ai futuri anni la ricostruzionedella Citta’. Come in certe scene drammatiche di film, in cuiin una cordata che arrampica su una parete rocciosa, sidecide di tagliare la fune dell’alpinista che ha persol’appiglio, lasciandolo precipitare, il Governo italiano hadeciso che questo pezzo d’Italia venga lasciato morire”. Siapre cosi’ la lettera che il sindaco dell’Aquila, MassimoCialente, ha inviato al presidente del Consiglio, EnricoLetta. ”Da una settimana, le ragazze ed i ragazzi dellescuole superiori sono in mobilitazione ed hanno organizzatouna grande manifestazione, alla quale hanno partecipatodipingendo le loro guance con i colori della citta’: il verdeed il nero. Questi giovanissimi altro non chiedono se non dirivedere presto la loro citta’; molti di loro non hannoneanche avuto il tempo di conoscerla ma sanno bene che, senzauna citta’, non si ha neanche un’identita’ – continua lamissiva – Sono ragazze e ragazzi che sto incontrando inquesti giorni in assemblee; mi colpiscono per la grandematurita’ e la consapevolezza che le sofferenze vissute ognigiorno in una citta’ virtuale hanno fatto loro acquisire”.

Cialente scrive ancora: ”Mi chiedono cosa stia facendo perdare loro una speranza nel futuro e la possibilita’ diorganizzare o almeno sognare un progetto di vita nella loroterra. Temo che quanto le sto dicendo forse lei non lo possacomprendere appieno perche’ la profondita’ del dramma chestiamo vivendo non puo’ essere compresa realmente da chi nonvi e’ immerso”. ”Avevo sottoscritto un patto con il GovernoMonti, patto ribadito anche con lei e con il nuovo Governo.

Lo Stato ci aveva chiesto un piano di ricostruzione: fatto!Ci aveva chiesto un cronoprogramma della ricostruzione: fattoe concordato! – ricorda il Primo cittadino dell’Aquila alPremier – Un piano che prevedesse la ricostruzione dellaCitta’ e dei borghi nel giro di 10/12 anni dal sisma; untempo lunghissimo se si vuole salvare una citta’ e la suastoria secolare. Consci delle difficolta’ del Paese – assicura – ci siamomossi per trovare formule che permettessero di ricostruiresenza impegnare eccessivamente le risorse di un’Italia chesappiamo essere in difficolta’. Abbiamo, pertanto, suggeritodi aprire un negoziato con l’Europa per cambiare normesbagliate: non e’ accaduto niente!”. ”Il suo Governo non hafatto nulla se non dirci, con questa Legge di stabilita’, disospendere la ricostruzione a partire dal mese di marzo 2014- tuona Cialente – Tutto questo perche’ lei sa bene che,essendo riusciti grazie anche all’impegno del ministro Barca,nel precedente Governo, a creare una macchina ‘virtuosa’ conil finto finanziamento che ci e’ stato concesso, che altronon e’ se non la riconferma del precedente miliardo e due, inuna sorta di gioco delle tre carte, il solo Comunedell’Aquila ha gia’ approvato progetti per 650 milioni cheattendono solo il contributo definitivo”.

”Entro dicembre, potremmo arrivare sicuramenteall’approvazione di progetti per altri 300 milioni di euro,un miliardo e due entro il mese di marzo – ipotizza ilSindaco – Ma la Ricostruzione si fermerebbe allora, se pureil Comune dell’Aquila dovesse prendere tutti i soldisottraendoli ai comuni fratelli del Cratere”. ”E’ lo stopalla Ricostruzione!” sbotta.

Cialente ribadisce, quindi, che ”il suo Governo ha tagliatola corda lasciandoci precipitare, facendo molto peggio delGoverno del Regno di Napoli che nel 1703 seppe ricostruire laCitta’, ancora piu’ bella”.

”Forse e’ facile per lei ed i suoi Ministri, tagliare questacorda – ancora Cialente nella stessa metafora – Siamo pochi’montanari’, soli, visto che la Regione Abruzzo, a cominciaredal suo imbelle Presidente, non ha mai levato la sua voce anostra difesa”. E poi: ”Chiaramente, potremmo essere fortidella nostra storia, del fatto di essere uno dei centristorici piu’ importanti d’Italia, ma purtroppo so che inquesto imbarbarito Paese, la storia, la cultura, la dignita’dei singoli, non vale piu’ nulla. Per ottenere il miliardo edue, in un unica somma, peraltro gia’ spesa nei fatti, fuicostretto a compiere un atto pesante per un uomodell’Istituzione quale credo di essere; spogliarmi perprotesta della fascia da Sindaco ed ammainare il tricoloredagli edifici pubblici, fortemente criticato anche dalPresidente della Repubblica che non manco’ di farmi conoscerela sua indignazione”.

”Col senno di poi – la lettera si avvia a conclusione -credo di essermi sbagliato a fidarmi delle suerassicurazioni”.

Domani, annuncia il Sindaco, ”terremo un’assemblea con tuttii sindaci dei comuni di questo sfortunato pezzetto d’Italia;probabilmente decideremo di tornare a Roma per esprimere piu’che la nostra protesta, la nostra mortificazione edindignazione; domani, dovremmo decidere anche come comunicaree soprattutto spiegare alla nostra Gente che la ricostruzionesi blocchera”’. ”Io non intendo farlo – assicura condecisione – Le chiedo di venire lei a dirlo ai mieiconcittadini e soprattutto, alle giovani e ai giovani delCratere”. ”Gli studenti aquilani mi dicevano ieri che, intesta al corteo, vorranno esserci loro, in migliaia, perche’il futuro della Citta’ e’ il loro futuro e non vogliono e nonpossono aspettare altri 15/ 20 anni per rifare L’Aquila.

Non possono accettarlo e non vogliono emigrare – fa’ sapereinfine – Sono preoccupato per loro, e vorrei provare a farlidesistere perche’ tre anni fa, nella manifestazione romana,il Governo Berlusconi lascio’ che le forze dell’ordine cipicchiassero, anche a sangue. Mi scusi se lo dicofrancamente, ma vista la sensibilita’ che il suo Governo hamostrato in queste settimane, temo che potrebbero esserepicchiati oggi, anche le ragazze ed i ragazzi di 15-16anni”. Postilla: ”Con la mortificazione di essere uncittadino italiano abbandonato dal Paese, la salutodistintamente”. Il lungo sfogo di Cialente e’ statorecapitato anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alvice premier Angelino Alfano, ai sottosegretari Legnini ePatroni Griffi, ai ministri Saccomanni e Trigilia, alprefetto dell’Aquila, Francesco Alecci.

iso/res

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su