Header Top
Logo
Mercoledì 29 Marzo 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Energia: via libera Senato ratifica accordo gasdotto Tap. Ora …(1upd)

colonna Sinistra
Giovedì 17 ottobre 2013 - 19:06

Energia: via libera Senato ratifica accordo gasdotto Tap. Ora …(1upd)

(ASCA) – Roma, 17 ott – Con 178 voti a favore, 48 contrari e4 astenuti l’assemblea del Senato ha approvato il ddl diratifica dell’accordo tra Albania, Grecia e Italia sulgasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline). Il provvedimentopassa ora all’esame della Camera.

Il prima via libera del Parlamento italiano segue l’okgia’ accordato all’intesa il 9 aprile e il 25 marzo scorsirispettivamente da Grecia e Albania ed ha visto il votofavorevole di Pdl, Pd, Scelta civica, Lega Nord (sia pure”con rammarico” come ha spiegato in sede di dichiarazionedi voto il senatore Jonny Crosio) e il voto fortementecontrario di M5S e Sel. ”Oggi facciamo un passo formale che potrebbe modificarele prospettive di sviluppo economico del nostro Paese nelladiversificazione delle fonti energetiche e nello sviluppoinfrastrutturale energetico”, ha esordito il relatore delddl, Paolo Romani (Pdl). ”E’ un’opportunita’ – ha aggiunto – che puo’diversificare le fonti di approvvigionamento e costituire nelnostro Paese un hub europeo del gas. E’ un’occasione a mioavviso importante per lo sviluppo industriale italiano ed unagrande opportunita’ in termini di occupazione e diinvestimenti per il territorio direttamente interessato daltracciato”. Sulla diversificazione e’ intervenuto anche ilsottosegretario allo Sviluppo economico, De Vincenti: ”E’essenziale che il nostro Paese oltre a curare ladiversificazione delle fonti di approvigionamento curi la suapiena integrazione all’interno del mercato unico europeo.

L’Italia pienamente integrata nel mercato unico godra’ diprezzi livellati a livello europeo, che significa per ilnostro Paese una riduzione del prezzo del gas. Inoltrel’Italia diventa Paese di transito e di esportazione dienergia e non solo piu’ di importazione. E’ un passo inavanti molto importante sul fronte della concorrenza e dellacontendibilita’ del mercato”.

Sono proprio queste argomentazioni che anche l’opposizioneha proposto al dibattito, sia pure per contestarlepuntualmente.

Dopo aver bocciato una pregiudiziale di costituzionalita’depositata dal senatore Martelli (M5S) – che contestava ilfatto che con l’accordo ”l’Italia quale Stato contraente e’tenuta ad adottare ogni provvedimento atto a facilitare larealizzazione del progetto nel prorio territorio”, oltreagli aspetti di impatto ambientali – e una questionesospensiva a firma Sel, il dibattito e’ entrato nel merito.

Per la capogruppo del gruppo Misto-Sel, Loredana DePetris, il progetto Tap ”non e’ esattamente un’operastrategica per gli interessi nazionali”, manca di una”relazione di impatto economico, che impedisce di coglierechiaramente quali vantaggi economici deriverebbero dallaratifica per il nostro Paese”.

De Petris punta il dito anche contro il pesante impattoambientale dell’opera in un’area come quella del Salento,”che ha visto soprattutto negli ultimi tempi una fortecrescita del turismo. E’ evidente che l’approdo del gasdottomettera’ assolutamente e totalmente in discussione questaparte di sviluppo economico che ad oggi e’ stato uno deipochi che ha avuto il territorio”. Ma sotto l’aspettoambientale, prosegue De Petris, il problema vero e’ che ”conla ratifica ci impegnamo ad autorizzare, comunque sia, larealizzazione del gasdotto”, restando esclusa ”l’opzionezero” per la ”consultazione pubblica con le popolazionilocali, con i cittadini e le associazioni” promessa dalgoverno. Impossibile inoltre chiedere ”eventualicompensazioni per i territori coinvolti e per il Paese, inquanto si incorrerebbe in una procedura di infrazioneeuropea”. ”Stiamo imponenedo alla Puglia una vera e propriaservitu’, con il combinato disposto che tutte le opereinfrastrutturali di interesse strategico nazionale sonomilitarizzabili”, ha concluso De Petris.

La posizione Sel e’ ampiamente condivisa nei titoli ancheda M5S, che dice di ”non riuscire a capire come mai tuttoquesto accordo risulti vantaggioso per alcuni e non peraltri”. ”Adesso noi dovremmo dire alle nostre piccoleimprese strozzate dal credit crunch che da noi arriva il Tap- osserva Barbara Lezzi – a cui garantiamo 25 anni dimonopolio. Diciamo agli italiani e alle imprese chepagheranno meno la bolletta. Ma come, in regime di monopolio?E’ un imbroglio. Vorrei capire dove stiamo andando: si fa larinnovabile ma si fa il gas. Arrivera’ lo shale gas, che voistate dicendo di sperimentare nell’Ilva, ma facciamo ilgasdotto che arriva dall’Azerbaijan. Tap porta si’ lavoro, maporta anche le sue maestranze, che non comprenderanno certo ilavoratori che abitano le nostre terre. Non avete unprogetto, non c’e’ lungimiranza”.

Tutta particolare la posizione del gruppo della Lega Nordche ha ribadito i tre punti critici rilevati sul progetto. Ilprimo, ha spiegato il senatore Crosio, ”riguardava lacomposizione societaria, il secondo una puntualizzazionedell’art.9 sulle tasse, il terzo, di maggior rilievo, erarelativo alla presenza o partecipazione del nostro Paese aquesto progetto”. Cosi’ grazie ai chiarimenti delrappresentante del governo, ha continuato Crosio, si e’confermato che ”il consorzio e’ il consorzio ditrivellazione e si e’ spostato all’interno dellapartecipazione azionaria della Tap Ag con sede inSvizzera”.

Proprio questo fatto determina preoccupazione per gli aspettidi rapporti fiscali, essendo la Confederazione elvetica nellafamosa black list, ha rimarcato Crosio. ”Speriamo – haaggiunto Crosio – nei contatti a breve del premier Letta conla Svizzera per l’avvio di accordi bilaterali anche al finedi poter dare seguito anche a questo accordo”.

Infine sui risvolti economici per l’Italia, Crosio hasottolineato che ”non esiste la partecipazione di alcunaazienda italiana, neppure privata, nella societa’ con sede inSvizzera. Ci sono i norvegesi, gli inglesi, i francesi, ibelgi, i tedeschi, anche gli svizzeri, ma noi no. E spiacesentire dire che ci siamo riservati, tramite Enel, dellequote di gas, che non c’entrano nulla con la partecipazioneattiva al progetto. Veniamo insomma ancora una voltacolonizzati. Voteremo a favore, ma il rammarico e’ che ilnostro Paese, per colpa di questo governo, e’ ancoraassente”. Rapidi gli interventi in Aula degli altri gruppi: Pdl, Pde Sc hanno chiesto di allegare agli atti la propriadichiarazione di voto favorevole.

njb/sat

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su