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Giovedì 17 ottobre 2013 - 16:10

Diffamazione: Siddi, no carcere passo avanti ma delusi assenza Giuri’

(ASCA) – 17 ott – ”La legge sulla diffamazione a mezzostampa approvata, in prima istanza, dalla Camera dei Deputatie’ un chiaro passo avanti nella direzione della civilta’giuridica europea e della giurisprudenza sui diritti umanipoiche’ abolisce il carcere a carico dei giornalisti, macontiene anche elementi di evidente arretratezza econdizionamento”.

Lo afferma il segretario generale della Federazionenazionale della stampa italiana, Franco Siddi, in una nota.

”E’ una grave delusione, infatti, che il riconoscimento delsegreto professionale anche per il giornalista pubblicistasia accompagnato dalla conferma dell’obbligo di rivelare lafonte qualora ritenuta determinante per dirimere una causa didiffamazione – prosegue Siddi -. L’interesse riservato dallalegge al segreto professionale per alcune materie (salute,diritto alla difesa, liberta’ d’informazione, professionereligiosa) che riservava percio’ questo obbligo a medici,avvocati, sacerdoti e giornalisti e’ fortemente indebolito edappare un oggettivo limite non in linea con la civilta’giuridica piu’ avanzata in materia di liberta’ fondamentali.

Anche sull’interdizione professionale per i casi di recidivasi avverte l’obliquita’ della norma, a fronte della mancataintroduzione del Giuri’ per la lealta’ dell’informazione cheavrebbe temperato meglio la soluzione di eventuali gravidanni dolosamente causati da un giornalista”. Altro motivo di delusione e’ ”la bocciaturadell’emendamento sulle liti temerarie in sede civile, spessoavviate allo scopo di intimidire giornalisti e editori conrichiesta di risarcimenti esorbitanti e condizionare, fino alsilenzio, nei casi dei soggetti piu’ deboli, l’informazionesu casi scottanti di inchieste su fenomeni di devianzadell’amministrazione pubblica o della criminalita’organizzata. Ancora nubi non diramate ci sono, inoltre, perquanto riguarda gli obblighi a carico dell’informazione viaweb”. La Fnsi ”confida che in Senato sia possibile compiere unpasso definitivo in direzione di una legge per la liberta’ diinformazione, nel giusto equilibrio tra diritti e doveri dilealta’ e correttezza. In ogni caso, allo stato, va salutatocertamente come positiva la cancellazione del carcere per ilreato di diffamazione a mezzo stampa, circostanza che, oltread essere un mostro giuridico fuori del tempo, ha causatoanche di recente l’esposizione dell’Italia alla condanna daparte della Corte di Giustizia Europea per i Dirittidell’Uomo”.

com-gbt/gbt

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