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Mercoledì 16 ottobre 2013 - 11:42

Riforme: Cgil, no a semipresidenzialismo, rilanciare Parlamento

(ASCA) – Roma, 16 ott – Un deciso no a forme disemipresidenzialismo, anche nella forma di cosiddetto’premierato forte’, da contrastare anche con un impegnodiretto nel referendum costituzionale. Al contrario, servedare piu’ centralita’ al ruolo del Parlamento, insieme ad unaprofonda revisione del titolo V della Costituzione che riducadrasticamente le materie concorrenti, come la previdenzacomplementare e la sicurezza sul lavoro. Per arrivare infinead una netta riduzione degli emolumenti e del numero deiparlamentari, fino all’introduzione del monocameralismo. Sonoquesti alcuni dei punti contenuti nella proposta della CGILper una modifica organica modifica degli assettiistituzionali e della Pubblica amministrazione dal titolo’Semplificare per rafforzare’. Una proposta, approvataall’unanimita’ dal direttivo della Cgil, e rilanciata oggidal segretario confederale, Danilo Barbi, nel corso diun’iniziativa del sindacato sul tema delle riformeistituzionali.

La Cgil, ha spiegato il dirigente sindacale, ”circa ilrapporto fra Governo e Parlamento in Italia, ribadisce lacontrarieta’ a forme di semipresidenzialismo e, attualizzandola questione, anche di cosiddetto premierato forte. In unPaese cosi’ complesso, che spesso tiene insieme infamie emeraviglie, e’ preferibile un Presidente della Repubblica digaranzia ed un Governo che deve discutere con l’insieme delPaese, con le forze che insieme lo interpretano e lorappresentano”. La Cgil crede, infatti, che ”al Parlamentova ridata la centralita’, va ricostruita. Per questo noisosteniamo con forza l’ipotesi del monocameralismo comealternativa alla torsione semipresidenzialistica o delpremierato”. Ma se si volesse procedere in questa direzione,”troverebbe l’intera Cgil schierata contro questapossibilita’, fino al suo impegno diretto nel referendumcostituzionale”.

red/mar

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