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Martedì 15 ottobre 2013 - 12:50

Legge stabilita’: Antonini (Copaff), piccoli ospedali chiusi a volte serve

(ASCA) – Roma, 15 ott – In materia di tagli alla Sanita’ ”un po’ di equilibrio va fatto, tra stato e regioni” ed ai tagli indiscriminati si dovrebbe preferire, in alcuni casi, la chiusura dei piccoli ospedali poco efficienti. Lo ha detto Luca Antonini, presidente del Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale (Copaff) intervistato a ‘Prima di tutto’, su Rai radio1, in merito ai paventati tagli alla Sanita’ contenuti nella legge di Stabilita’ al vaglio del governo. ”Le regioni inefficienti – spiega Antonini – non si sanano coi tagli lineari ma con un processo di ridistribuzione, gli stessi processi avviati dalle regioni. La Lombardia, il Veneto ma lo stesso Abruzzo – prosegue – hanno chiuso gli ospedali piccoli, che sono scarsamente efficienti, hanno mortalita’ elevate, e li hanno sostituiti con sistemi di medicina territoriale: il cronico non puoi ricoverarlo in ospedale, devi creare delle strutture diverse con assistenza sul territorio, ma non necessariamente in ospedale. E invece le malattie acute le concentrano in centri specializzati”. Il presidente Copaff ha sottolineato come ”in Veneto i malati piu’ gravi addirittura li portano con l’elicottero e questo costa molto meno che le degenze in ospedale, dove c’e’ poi una mortalita’ molto alta. E poi – ha aggiunto Antonini – l’incredibile questione che una siringa costa in un posto 5 volte piu’ di un’altra e’ stata in parte compensata dalla creazione di centrali d’acquisto, oppure indicando prezzi di riferimento”. Ancora, sul fronte sprechi ”un problema, ad esempio, sono i parti cesarei: in alcune regioni vengono fatti indiscriminatamente. Ogni regione ha la sua peculiarita’, se facciamo tagli indiscriminati le realta’ inefficienti chiudereanno qualche posto letto, ma poi la gente affollera’ i pronto soccordo. E arriviamo al caso incredibile di quella signora che e’ stata abbandonata al pronto soccorso dell’Umberto I di Roma: all’Umberto I non bisogna tagliare i posti letto, ma, casomai, i primari, visto che il rapporto e’ di 1 a 4, mentre la media nazionale e’ di 1 a 11”, ha concluso Antonini. com-stt/res/bra

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