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Lunedì 14 ottobre 2013 - 10:48

Giustizia: Brunetta, tempo e’ scaduto, riforma in quattro mosse

(ASCA) – Roma, 14 ott – ”Dopo il voto del 2 ottobre che haridato fiducia al governo Letta, e’ diventato piu’ chiaro chei fronti dell’impegno sono due: quello economico e quelloistituzionale. A sua volta, spina dorsale della riformaistituzionale e’ quella della giustizia. Che, a sua volta, sideclina in 4 grandi filoni: 1) carceri, indulto e amnistia;2) riforma della giustizia e documento dei ”saggi’; 3)procedura di infrazione europea sulla responsabilita’ civiledei magistrati; 4) referendum radicali”. Cosi’ RenatoBrunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in uneditoriale pubblicato da ”Il Giornale”. ”Il messaggio alle Camere del presidente della Repubblicasulle misure necessarie per affrontare la questionecarceraria, introduce con forza il tema della giustizia nellecose da fare da parte di governo e Parlamento: amnistia eindulto. La prima risposta di Epifani e’ stata: ”cautela’.

Perche’? Lo ha detto subito: evitare che ne possa trarre unqualsiasi beneficio Berlusconi. Siamo a una novita’giuridica: l’amnistia contra personam. Qualcosa di spaventosose ci si pensa: la legge vale per tutti. Meno per uno. Uno ilcui nome e’ deciso dalla sinistra”. ”Affrontare la questione delle carceri e valutare lanecessita’ di amnistia e indulto, tuttavia, e’ solo uno di 4aspetti che nel nostro paese occorre affrontare conriferimento al tema giustizia. La grande occasione ci e’stata fornita dal presidente della Repubblica, da ultimo, loscorso 8 ottobre, ma lo aveva gia’ fatto il 30 marzo conl’istituzione del gruppo di lavoro sulle riformeistituzionali, la cui relazione finale (punto 5) rappresentaun ottimo punto di partenza per la riforma della giustizia inItalia. E ancora il 1* agosto 2013, con le dichiarazioni aseguito della sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi,il presidente della Repubblica aveva ribadito il valore dellavoro dei ”saggi’ come base per studiare i termini di unariforma della giustizia. L’intenzione di dar corpo al testodei ”saggi’, d’altronde, e’ stata manifestata anche dalpresidente del Consiglio, Enrico Letta, nel suo discorso perla fiducia enunciato il 2 ottobre 2013”. ”Ancora nel suo discorso sulla fiducia del 2 ottobre, ilpresidente del Consiglio, Enrico Letta, si e’ impegnato adadempiere agli ”obblighi europei (a cominciare dal rispettodelle decisioni della Corte di giustizia dell’Unioneeuropea)’. Cioe’ responsabilit a’ civile dei magistrati.

Dobbiamo giungere a un punto. Il governo deve farlo. Ilpresidente Letta deve farlo. Come si usava dire alla finedella scorsa legislatura: ”E’ l’Europa che ce lo chiede”’.

”Ancora lungo la strada aperta dal capo dello Stato conil suo messaggio alle Camere, il Popolo della Liberta’intende intraprendere una vigorosa campagna parlamentare, cheavra’ il suo perno nella proposta di 6 indagini conoscitivesui 6 quesiti referendari sulla giustizia promossi dairadicali e per i quali il Pdl ha dato un contributo decisivonella raccolta delle firme”. ”Come ha detto il presidente Letta, che siamo certi siaun uomo d’onore e un politico serio, la riforma dellagiustizia, insieme alle misure per il lavoro, le famiglie ele imprese sono il cuore della sua azione di governo. Questoe’ il senso della nostra partecipazione a maggioranza egoverno.

Altrimenti inganneremmo gli italiani, come sta facendo Renzi,che dice si’ al governo Letta e contemporaneamente lodestabilizza. Noi ci siamo e ci saremo se e finche’ potremoagire efficacemente come sentinelle contro l’aumento delletasse e come motore della riforma della giustizia. O cosi’ ocosi’. Secundum non datur…”, conclude Brunetta. com/vlm

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