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Lunedì 14 ottobre 2013 - 13:06

Carceri: Di Pietro, Napolitano intervenga su ricatto Quagliariello

(ASCA) – Roma, 14 ott – ”Egregio Presidente dellaRepubblica, sono d’accordo con Lei: la situazione carcerariaitaliana e’ disperata. Ribadisco, inoltre, di essere convintoche il suo richiamo all’indulto e all’amnistia abbia motivinobili e non sia uno strumento volto a trovare una scappatoiaper Berlusconi”. E’ quanto scrive il Presidente dell’Italiadei Valori, Antonio Di Pietro, in una lettera aperta alPresidente della Repubblica, pubblicata sul suo blog. ”Sapevo, pero’, – aggiunge Di Pietro – che il suointervento sarebbe stato strumentalizzato e tirato per lagiacchetta, al fine di far rientrare dalla finestra chi e’stato sbattuto fuori dalla porta (Berlusconi, appunto!). Miriferisco a quanti vorrebbero che i provvedimenti di clemenzada Lei invocati venissero applicati anche al condannato invia definitiva per frode fiscale, Silvio Berlusconi,assicurandogli cosi’, ancora una volta, l’impunita’. A dirlo,da ultimo, e’ stato, questa mattina, addirittura, il ministroper le Riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello, che haaffermato che l’amnistia deve valere anche per Berlusconi.

Lei, Signor Presidente, ci insegna che l’amnistia non puo’essere utilizzata per assicurare l’impunita’ ai potenti diStato, di qualunque grado, ruolo e colore politico. Puo’,invece, essere concessa solo in circostanze e per ragionieccezionali”. ”E la situazione delle carceri non si puo’ neppure piu’considerare eccezionale – prosegue – visto chequest’emergenza va avanti da decenni e che ogni volta cheviene concessa un’amnistia (l’ultima e’ del 2006) si dice chesara’ l’ultima. Si tratta, quindi, di un problema finora mairisolto ma che andrebbe affrontato in maniera definitiva. Daun lato, e’ necessario, al fine di diminuire il numero dipersone che sono in galera, depenalizzare quei reati che nonsono ad alto allarme sociale. Mi riferisco, in particolare, aquello di clandestinita’, alla legge Bossi-Fini, al reatoprevisto per la semplice detenzione di qualche spinello, o aquello dell’enorme aggravamento delle pene, previsto dallalegge ex-Cirielli in caso di recidiva. La lettera prosegue: ”Dall’altro lato, e’ necessariocreare nuove strutture carcerarie, utilizzare quelle dismessee completare i lavori di quelle non ancora pronte. Dettocio’, mi amareggia e mi sconcerta che un ministro dellaRepubblica (nel caso specifico Quagliariello) si permetta didare un aut aut di questo genere: o l’amnistia vale anche perBerlusconi o non si deve fare. Avanzando, in questo modo, unricatto politico nei confronti della maggioranza e del Paesedi estrema gravita’ e che percio’ non puo’ passare sottosilenzio, nemmeno da parte sua, Signor Presidente. Credo,pertanto, che Lei debba rispondere con un altro appello,cosi’ come ha fatto quando ha annunciato l’amnistia, perindicarne i limiti e le condizioni ed evitare cosi’ che iministri berlusconiani possano strumentalizzare le sueparole”. ”Se la proposta di Quagliariello dovesse passare sarebbeun’offesa al Paese e un calcio allo Stato di diritto e allademocrazia. Mi auguro che il Pd non accetti questo ricatto,tenga la schiena dritta, altrimenti diventerebbe complice”.

”Anzi, per essere piu’ chiari: mi auguro che l’amnistia el’indulto, da Lei proposti, non vengano affatto realizzati,proprio per non intaccare la credibilita’ delle nostreistituzioni”, conclude Di Pietro. com-sgr/cam/alf

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