Header Top
Logo
Mercoledì 29 Marzo 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Pdl: Cicchitto, prima di passare a FI molte cose da chiarire

colonna Sinistra
Sabato 12 ottobre 2013 - 11:52

Pdl: Cicchitto, prima di passare a FI molte cose da chiarire

(ASCA) – Roma, 12 ott – ”Francamente, e senza alcuno spiritopolemico, non ci ritroviamo ne’ nella ricostruzione dei fattine’ in alcuni giudizi emersi dai resoconti sulla riunione deiparlamentari europei con il presidente Berlusconi. Ladecisione delle dimissioni dei ministri fu presa dalpresidente Berlusconi, comunicata al segretario del partito evicepremier Alfano perche’ a sua volta la comunicasse aiministri. Successivamente furono informati i capigruppo”. Loha chiarito in una nota il deputato del Pdl, FabrizioCicchitto. ”A proposito di questa procedura fu sollevata da alcunidi noi una questione di metodo nel senso che una decisione diquel rilievo politico – cioe’ una crisi di governo – andavadiscussa e presa dall’ufficio di presidenza e dall’assembleadei gruppi”, ha ricordato Cicchitto, aggiungendo che ”inogni caso i ministri si dimisero subito, e una successivaassemblea dei gruppi evito’ anch’essa ogni discussione. Nonfu formulato da nessuno alcun piano strategico che avrebbeportato a sicure elezioni anticipate. Successivamente,siccome in politica se il dibattito non si manifesta nellesedi sue proprie esso finisce con l’esprimersi comunque, unnumero rilevante di deputati e e di senatori manifesto’ ilsuo dissenso non perche’ fossero dei traditori ma per undiverso parere politico che teneva conto anche dei giudizi edelle sollecitazioni espresse da larga parte del mondoeconomico e sociale che era contrario alla crisi del governoperche’ essa avrebbe bloccato ogni politica economica per lacrescita”.

In secondo luogo veniva contestata da molti di noil’ipotesi secondo cui, una volta fatto cadere il governoLetta, altrettanto automaticamente ci sarebbero state leelezioni anticipate: infatti sono ben noti gli orientamentidel Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionaleper cui e’ probabile che sarebbero passati mesi con ungoverno di scopo che, senza di noi e contro di noi, avrebbefatto una nuova legge elettorale e si sarebbe votato afebbraio-marzo con Berlusconi gia’ incandidabile. In secondoluogo non era condivisa da molti una deriva estremista cheandava dalla concreta messa in atto delle dimissioni deiparlamentari, originariamente pensata come protesta emanifestazione di solidarieta’ a Berlusconi, e invece poiconcretizzata come se si trattasse di un tentativo peraltrovelleitario di concludere i lavori di questo Parlamento.

Molti parlamentari – ha spiegato – hanno contestato il fattoche questa deriva estremista giovasse a Berlusconi e allagiusta battaglia contro l’uso politico della giustizia chenon deve mai essere messa in contrasto con le esigenze digovernabilita’ e di crescita economica perche’ cio’ comportal’isolamento di chi porta avanti una linea di questo tipo. Inquesto quadro non e’ affatto vero che i ministri del Pdl – aiquali va la nostra solidarieta’ – abbiano concordato conEnrico Letta il rifiuto delle loro dimissioni. Essi, insiemea molti parlamentari, hanno espresso un diverso parerepolitico che non deriva affatto da un meschino attaccamentoalle poltrone. In un partito che si autodefinice liberale edemocratico mai le diverse opinioni politiche possono esseredemonizzate”. ”In questo contesto -ha concluso – e’ evidente che primadi procedere al passaggio da Pdl a Forza Italia bisognachiarire molte cose perche’ queste interpretazioni rischianodi determinare una deriva manichea che puo’ essere anche diostacolo alla giusta battaglia di solidarieta’ che ognuno dinoi vuole esprimere a Berlusconi, ma evitando ogni forzatura,estremismo e isolamento, nei confronti dell’inaccettabileattacco giudiziario di cui egli e’ vittima”.

com-brm/mar

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su