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Venerdì 11 ottobre 2013 - 15:53

Africa: Prodi, manca politica continentale e Cina la sta…(1 upd)

(ASCA) – Roma, 11 ott – L’Africa ha un ”grande problema”:manca la cooperazione politica ed economica tra i 54 Statiche compongono il continente e questo lo rende debole edesposto all”invasione’ di altre realta’ economiche, la Cinasu tutte. Lo afferma Romano Prodi, inviato speciale delSegretario generale dell’Onu per il Sahel e gia’ presidentedel Consiglio e della Commissione Ue, intervenendo allatavola rotonda ‘Il momento dell’Africa’, organizzata dallaSocieta’ Geografica Italiana.

”Il problema della cooperazione tra gli stati africani -dice Prodi – e’ il tema che affronto da quattro anni neiconvegni che organizza la mia piccola fondazione di Bologna.

I partecipanti sono sempre gli stessi – Onu, Unione Africana,Ue, Usa, Cina – e discutono di rapporti e interazioni traloro”. Sul fronte africano, rileva l’ex premier, ”c’e’molto ottimismo per la meravigliosa fermentazione in atto.

Cosa pero’ non sistemica. E’ un primo passo certo” maservirebbe il contributo dei tre paesi piu’ grandi (Egitto,Nigeria e Sud Africa) che ”pero’ – rileva Prodi – non hannouna struttura economica per fare quel passo di cui abbiamobisogno”.

L’obiettivo ”deve essere quello di dotarsi di regole dimercato aperto, prima della seconda fase di sviluppo.

Altrimenti ci si blocca. Questa – per Prodi – e’ unapriorita’ assoluta e la sua mancanza rappresenta il problemafondamentale, anche perche’ avere regole alla base deirapporti economci tra i Paesi africani impedirebbe quellechiusure su se’ stessi dei singoli paesi che naturalmente siavrebbero come conseguenza dei cambiamenti in corso”. Altra questione da affrontare e’ quello della popolazione.

In Niger per esempio, racconta Prodi, ”negli ultimi ventianni c’e stato il raddoppio della popolazione. E’ una cosache angoscia e che mi preoccupa moltissimo. Va quindiaffrontato anche perche’ – aggiunge – e’ da qui che nasconole migrazioni, una delle cose piu’ difficili da gestire. Sitratta di flussi dettati dalla necessita’, non di flussiregolati”. Una ”governance ordinata” dei vari sistema-paese,prosegue Prodi, ”e’ poi resa meno possibile dalleturbolenze” legate all’evoluzione dei conflitti, allerivoluzioni africane in corso”. Equilibri continentaliturbati in prospettiva anche dal terrorismo. ”Il rischiodell’allargamento del fenomeno – sottolinea Prodi – deveessere affrontato a livello internazionale e continentale.

Anche se l’intervento dall’esterno deve essere il minorepossibile con invece una organizzazione interna moltoforte”.

Tra le priorita’ di intervento, rileva l’inviato specialedell’Onu, ci sono la cultura e le risorse intellettuali el’acqua. ”Il livello di scambi intellettuali tra Paesi, diuna vera e propria politica intellettuale e’ bassissimo”,spiega Prodi aggiungendo che ”ci vuole non solo un trade dimerci ma anche un trade di persone”. Per quanto riguarda l’acqua Prodi non ha dubbi, sara’ unaquestione che produrra’ ”conflitti e tensione. Serve unaottimizzazione dell’uso. Oltre il 75% dell’acqua e’ impiegatoin agricoltura ma e’ usato male”. Per l’Africa, secondoProdi, ”c’e’ la necessita’ per l’Africa di un grande centroOnu di water management che si occupi di tutti gli aspettieconomici, ecologici, giuridici, tecnici”. In questo senso”l’uso del Nilo e del Niger sara’ uno dei grandi problemi darisolvere”.

Infine il capitolo Cina. ”Tra i cinesi – spiega Prodi -ci sono pochi imprenditori ma questi comunque condizionerannol’intero continente africano. Pechino ha relazioni con 50Paesi dell’Africa, ha messo in campo una politicacontinentale. Cosa che invece non hanno Francia, GranBretagna, Stati Uniti. Un po’ – chiarisce – ce l’ha l’Unioneeuropea ma solo per gli aiuti”. Insomma ”l’Africa ce l’hala Cina, e’ la prima volta che un paese esporta merci,capitali, tecnologia, manodopera (che spesso finiscono peressere sposati e residenti nel paese che li ospita). Un fattoestremamente nuovo nella storia – chiude Prodi – e non potra’non incidere sul globale assetto dell’Africa”.

fdv

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