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Giovedì 10 ottobre 2013 - 17:42

Martens: la stagione non senza contrasti di un grande europeista

(ASCA) – Roma,10 ott – La lunga stagione politica di WilfriedMartens viene ora consegnata alla storia. La sua biografiaparla per lui: uomo di primo piano nelle istituzioni del suoPaese, verra’ piano piano emarginato dal suo partito, idemocristiani fiamminghi, in parallelo con la sua ascesa aivertici del Partito Popolare europeo, sino alla candidaturanegatagli per la rielezione al Parlamento Europeo.

Uomo politico di collocazione progressista all’internodell’importante movimento di ispirazione cristiana delleFiandre, muto’, via via, atteggiamento e sensibilita’ in unocon la crescita di una deriva che vedeva l’arrivo nell’agonedi Strasburgo di movimenti sempre piu’ diversi dallatradizionale ispirazione democristiana, in particolare dopoil significativo allargamento dell’Unione europea conl’ingresso delle nazioni resesi indipendenti dal giogosovietico.

La scelta di fronte alla quale l’embrione di partito Dcesistente si trovo’ (a partire delle elezioni europee asuffragio diretto nel 1979), fu quello di svolgere un ruolomarginale oppure di attrarre a se’, anche con meccanismifederativi, come sarebbe stato con i gruppi conservatori, apartire dai britannici, tutte quelle forze prive di un solidoancoraggio di collaborazione internazionale che si misuravanodavvero per la prima volta con una dimensione sovranazionalecome quella comunitaria.

Con un lavoro paziente, Martens, fortemente sostenutedalla Cdu tedesca, della quale venne piu’ volte indicato comediretta espressione, riusci’ nell’impresa di dar vita ad uncaleidoscopio di partiti riassunti nel Ppe, divenuta inquesta modo la prima forza parlamentare dell’assemblea diStrasburgo.

La rincorsa alla acquisizione di consensi consistenti neidiversi Paesi non fu, naturalmente, indolore, con lasostanziale perdita di rappresentanza, in realta’ come Spagnaed Italia, di forze fondatrici dell’internazionalismo dc, afavore di Forza Italia ieri, Pdl oggi, e del partito di Aznara Madrid, con una accentuazione del ruolo di contenitoreantisocialista.

Forte sostenitore di una Europa a vocazione federalista,si arrese, via via, alla lettura riduttiva che da troppigoverni anche della sua parte politica, ridotta ad unaposizione di centrodestra, veniva fatta dell’Unione europea.

Le sue memorie, pubblicate qualche anno fa, sono specchiodi un percorso fatto di ardite battaglie nella prima fasedella sua esperienza politica nazionale e della funzione dimediazione svolta per 30 anni alla guida del Ppe.

gas/

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