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Lunedì 7 ottobre 2013 - 14:39

Legge elettorale: Giachetti riprende digiuno, basta parole al vento

(ASCA) – Roma, 7 ott – Roberto Giachetti riprende lo scioperodella fame sulla legge elettorale e annuncia il ‘No Porcellumday’. La manifestazione, che si terra’ a Roma il 31 ottobre,servira’ a sollecitare il Parlamento a fare la riforma delleregole elettorali. ”Io le ho tentate tutte sul pianoparlamentare, ma le mie iniziative non sono risultate utilied efficaci; a questo punto – afferma l’esponente del Pd evicepresidente della Camera – mi metto in coda, non e’ unaquestione personale, ma significa dire ‘io non mi impicciopiu’ del merito’, fate voi, decidete voi e rispondete diquello che avete giurato e promesso agli italiani”. Giachetti non chiede che venga approvata la proposta dilegge che aveva presentato per il ritorno al ‘Mattarellum’,ma sollecita che si passi ”dalle parole ai fatti”. Dunqueche si faccia almeno la ‘legge di salvaguardia’ chegarantisca agli elettori di scegliere i propri eletti e chedia un premio di governabilita’. Lo sciopero della fame durera’ finche’ il Senato, spiegaGiachetti, ”non fara’ la sua legge elettorale rispettandogli impegni che erano stati presi votando la procedurad’urgenza”. Il vicepresidente della Camera ricorda che il”4 ottobre avremmo dovuto avere gia’ un testo in Aula einvece siamo al 7 ottobre e ancora ci sono in programma leaudizioni” perche’ ”la maggioranza fa melina in attesa chesi pronunci la Corte costituzionale”.

Giachetti, durante la conferenza stampa, ha elencato ledichiarazioni di molti suoi colleghi di partito che in piu’occasioni hanno sostenuto il ritorno al Mattarellum, ”manonostante tutte le promesse hanno bocciato una mozione -firmata anche da M5S e Sel – che andava in quelladirezione”. Lo hanno fatto, ha aggiunto, perche’ ”la nuovamaggioranza che si e’ formata intorno alla mozione noninteressava quanto la maggioranza di governo con il Pdl”.

Una maggioranza, quest’ultima, ”perfettamente coerente inquanto ha sempre difeso questa legge elettorale e acancellarla non ci pensa per niente se non facendo unamodifica sul premio di maggioranza”. E dunque Giachetti sidomanda: ”Sulla legge elettorale il Pd che posizione ha?”.

E al premier Enrico Letta – che aveva detto ”O si lavora pertrovare un accordo tra posizioni diverse o, se si giocaognuno ad alzare la propria bandiera, non si va da nessunaparte” – Giachetti replica: ”Potrei contrapporre allebandierine le parole al vento”.

ceg/fdv

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