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Venerdì 4 ottobre 2013 - 19:08

Berlusconi: da Giunta Senato si’ alla decadenza. La road-map per il voto in Aula

(ASCA) – Roma, 4 ott – Votata la proposta di decadenza da senatore per Silvio Berlusconi da parte della Giunta per le elezioni, scattano ora le procedure per sottoporre la risoluzione al voto dell’assemblea di Palazzo Madama, l’unico veramente valido ai fini delle sorti del Cavaliere in qualita’ di parlamentare. I tempi per questo passaggio non sono pero’ definiti compiutamente ed i calcoli che si possono fare sono approssimativi. In base al regolamento, la Giunta deve comunicare immediatamente l’esito del voto, come e’ accaduto, ma le concede poi fino a un massimo di 20 giorni di tempo per la stesura, che va approvata con un nuovo voto, della relazione che contiene le motivazioni della decisione. Il documento viene quindi consegnato al presidente del Senato, che dovra’ convocare quindi una conferenza dei capigruppo per la calendarizzazione del voto in Aula. Su quest’ultimo passaggio non ci sono limiti di tempo stabiliti. Al momento non e’ stata fissata ancora alcuna data per la prossima riunione della Giunta, che dovrebbe verosimilmente tenersi la prossima settimana. Guardando ai precedenti, quello relativo al senatore Pdl, Nicola Di Girolamo, la Giunta produsse le motivazioni nell’arco di una settimana, ma quello fu un caso in cui c’era una sostanziale unanimita’, molto meno articolato della vicenda Berlusconi. Si puo’ dire che il tempo minimo possibile e’ a partire dal 15 ottobre: la prossima settimana la Giunta potrebbe concludere il proprio lavoro, mentre il calendario dell’Aula e’ gia’ stato stabilito. La prossima capigruppo che deve stabilire i lavori dell’assemblea nella settimana da martedi’ 15 a giovedi’ 17 potrebbe essere la prima utile per fissare una data. Ma e’ solo la linea di partenza, di cui tener conto insieme alla volonta’ politica delle parti avverse a Berlusconi di non dilazionare troppo nel tempo la decisione. Tornando alla camera di consiglio della Giunta che oggi ha votato a favore della decadenza di Silvio Berlusconi, nelle sei ore in cui si e’ prolungata si e’ esaminata tutta la documentazione presentata dalle parti, Berlusconi e il ‘subentrante’ Ulisse Di Giacomo, il primo dei non eletti in Molise. Si e’ discusso e votato sui vari punti sottoposti al giudizio della giunta, in particolare sui 5 presentati da Berlusconi: ricusazione dei giudici, ricorso alla corte Ue, ricorso alla Consulta, retroattivita’ della legge Severino, ricorso alla corte di Lussemburgo. Quindi il voto finale sulla decadenza. Un voto che non ha riservato sorprese, ne’ quello finale ne’ i precedenti, in cui i gruppi hanno sostanzialmente confermato le proprie posizioni (Pdl, Lega Nord e Gal da un lato, Pd, Sel, M5S dall’altro), con qualche articolazione nel merito dei 5 punti sollevati da Berlusconi, ad esempio da parte del senatore Enrico Buemi, che non ha mai nascosto di avere una posizione articolata: favorevole alla decadenza ma anche alle eccezioni relative alla Corte Ue e sull’incostituzionalita’. ”La democrazia di un Paese si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino. Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialita’ dell’organo decidente e sulla irretroattivita’ delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto. Quando si viola lo stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota commentando la decisione della Giunta delle Elezioni del Senato che si e’ espressa a favore della sua decadenza da senatore. ”Questa indegna decisione – prosegue il Cavaliere – e’ stata frutto non della corretta applicazione di una legge, ma della precisa volonta’ di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si e’ riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia”. int/

 

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