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Giovedì 3 ottobre 2013 - 20:17

Immigrati: 11 anni di legge Bossi-Fini. Coe, scelte controproducenti

(ASCA) – Roma, 3 ott – La tragedia avvenuta questa mattina allargo di Lampedusa riaccende la polemica sul temadell’immigrazione e sulla necessita’ o meno di modificare lalegge Bossi-Fini. Entrata in vigore il 10 settembre 2002, nelcorso del secondo governo Berlusconi, e che prende il nomedall’allora leader della Lega Nord Umberto Bossi e da quellodi Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, primi firmatari chericoprivano rispettivamente le cariche di ministro per leRiforme istituzionali e la Devoluzione e vicepresidente delConsiglio dei ministri. La legge divide subito l’opinione pubblica e i partiti(alcuni di questi, come il Carroccio, ne hanno fatto unbaluardo della loro lotta politica, altri ne chiedonol’abolizione), e numerosi sono stati i richiami da parte delConsiglio d’Europa e degli organismi internazionali.

La ‘Bossi-Fini’ nei fatti non e’ riuscita a frenare gliingressi e ha provato invece a ridurre la permanenza sulterritorio degli immigrati. L’esatto contrario di quantosuggerito dall’Unione Europea che chiede politiche diintegrazione per chi e’ gia’ all’interno di un Paese e flussidi ingresso piu’ contenuti. Si fa riferimento dunque allaconvenzione di Schengen del 1990 che abolisce le frontiereinterne ai Paesi Ue stabilendo la libera circolazione dellepersone. L’eliminazione delle frontiere interne richiedeinvece una gestione rafforzata delle frontiere esternedell’Unione nonche’ un ingresso e un soggiorno regolamentatidei cittadini extra UE, anche attraverso una politica comunedi asilo e immigrazione.

La legge Bossi-Fini stabilisce di dare il permesso disoggiorno a chi ha un lavoro che gli consenta il mantenimentoeconomico. La norma ammette i respingimenti al Paese diorigine in acque extraterritoriali, in base ad accordibilaterali fra Italia e Paesi limitrofi che impegnano lepolizie dei rispettivi Paesi a cooperare per la prevenzionedell’immigrazione clandestina e per chi non puo’ avere unregolare permesso di soggiorno. Le navi di clandestini nonpossono attraccare sul suolo italiano, l’identificazionedegli aventi diritto all’asilo politico e a prestazioni dicure mediche e assistenza avvengono nei mezzi delle forze dipolizia in mare. Per tale ragione gli immigrati si gettano inmare dai barconi provando ad arrivare a riva ma spessotrovano la morte. La legge prevede inoltre pene per itrafficanti di esseri umani, una sanatoria per colf,assistenti ad anziani, malati ed portatori di handicap,lavoratori con contratto di lavoro di almeno un anno e l’usodelle navi della Marina Militare per contrastare il trafficodi clandestini. A queste regole generali si aggiungono i permessi disoggiorno speciali e quelli in applicazione del diritto diasilo. Ma Amnesty International ha evidenziato nel RapportoAnnuale 2006 che, nonostante l’Italia aderisca allaConvenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, la leggeBossi-Fini non e’ considerabile una legge specifica ecompleta sul diritto di asilo, come previsto dall’articolo 14della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo chericonosce il diritto di cercare e di godere in altri Paesi diasilo dalle persecuzioni e riconosce lo status di ‘rifugiatopolitico’ a chiunque si trovi al di fuori del proprio Paese enon possa ritornarvi a causa del fondato timore di subireviolenze o persecuzioni.

Il riconoscimento di tale status giuridico deve essereattuato dai governi che hanno firmato specifici accordi conle Nazioni Unite, o dall’UNHCR, l’Alto Commissariato delleNazioni Unite per i Rifugiati.

Il centrodestra, tornato al governo nel 2008 con unesecutivo targato Pdl e Lega Nord, ha varato il cosiddetto”pacchetto sicurezza”, legge voluta fortemente dalCarroccio che continuava ad avere la lotta all’immigrazionecome punto caratterizzante del suo programma. Le nuove normedanno piu’ potere ai Sindaci e alla polizia locale: il primocittadino puo’ adottare provvedimenti urgenti al fine diprevenire ed eliminare pericoli che minacciano l’incolumita’pubblica e la sicurezza urbana e puo’ segnalare alleautorita’ gli stranieri irregolari. Il giudice puo’ decideredi aumentare la pena fino ad un terzo qualora il reato siacommesso da un imputato straniero, presente in Italia insituazione di irregolarita’. La riforma prevede poi che ilgiudice possa disporre l’espulsione del cittadino straniero -anche comunitario – a seguito di condanna alla reclusionesuperiore a due anni e stabilisce pene piu’ severe per chicontravviene all’ordine di espulsione: da uno a quattro annidi carcere.

L’inasprimento delle pene si estende anche al mercato dellavoro in nero e all’impiego di stranieri irregolari ed e’previsto il carcere anche per chi affitta la casa a stranieriirregolari. I Centri di permanenza temporanea e assistenza(CPTA) cambiano nome trasformandosi in Centri diidentificazione ed espulsione (CIE). In merito al commercioabusivo, la legge prevede che l’autorita’ giudiziaria possa,con piu’ facilita’, ordinare la distruzione di merci di cuisono vietati la fabbricazione, il possesso e la detenzione ola commercializzazione quando sono di difficile custodia o lacustodia risulta costosa o pericolosa.

Proprio ieri il rapporto approvato all’unanimita’ dallacommissione migrazioni del Consiglio d’Europa ha bocciato lapolitica migratoria italiana considerando le misure prese inquesti ultimi anni ”sbagliate o controproducenti”. Neldocumento si sottolinea che quanto fatto sinora non ha messo”l’Italia in grado di gestire un flusso che e’ e restera’continuo”. Il rapporto critica in particolare la gestionedei centri di permanenza temporanea e i ritorni forzati diimmigrati in Paesi, come la Libia, dove rischiano la vita. Iltesto fa inoltre presente che ”i sistemi di intercettazionee di dissuasione sono inadeguati” e viene evidenziato che lastrada sinora seguita dall’Italia ”non ha aiutato aconvincere gli altri paesi membri della Ue a condividere laresponsabilita”’ per i flussi in arrivo sulle costeitaliane.

Il commissario europeo per gli Affari interni, CeciliaMalmstrom, non a caso oggi dopo la tragedia e’ intervenutaspiegando che l’Europa si impegnera’ per arginare il problemadei barconi carichi di migranti, ma gli stati membri devonodimostrare ”un impegno di solidarieta”’ nella gestione deimigranti in arrivi in Ue. ”Dobbiamo migliorarenell’identificare e nel trarre in salvo le imbarcazioni arischio. Abbiamo anche bisogno di intensificare i nostrisforzi per contrastare le reti criminali che sfruttano ladisperazione umana”. Il commissario Ue garantisce ”sostegnoalle autorita’ italiane per gli enormi sforzi” compiutifinora, e invita gli stati membri a ”impegnarsi ad ospitaregli individui che hanno bisogno di protezioneinternazionale”. Per Malmstrom ”cio’ dimostrerebbe unrinnovato e quanto piu’ necessario impegno di solidarieta’ edi condivisione delle responsabilita”’.

Per il responsabile Giustizia del Pd, Danilo Leva,”Strasburgo fa bene a richiamare l’attenzione sui gravidifetti della legislazione italiana in materia diimmigrazione, a cominciare dalla Bossi-Fini, legge inutile edannosa, che va cambiata. Tuttavia sono altrettanto evidentii limiti e le pesanti carenze da parte dell’unione europeanel sostegno ai paesi come l’Italia che sono la porta diingresso dei migranti nel continente”.

ceg/sat

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