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Mercoledì 2 ottobre 2013 - 19:28

Governo: ”Todo cambia”, cambia anche la politica italiana (nota)

(ASCA) – Roma, 2 ott – ”Cambia, todo cambia” scriveva lapoetessa e musicista cilena Violeta Parra. Nell’immutabilevita politica italiana dell’ultimo ventennio, mancava lafigura di una maggioranza fotocopia di se stessa eppurediversa. Si’ perche’ anche nell’immutabile panorama politicoitaliano sta avvenendo l’incredibile: il Parlamento prendevita, assume l’iniziativa e da’ vita all’embrione di nuoveforze politiche. Coerente sviluppo, nel centrodestra, delleiniziative assunte da Berlusconi con il superamento del Pdlper tornare indietro, verso il passato, quello di ForzaItalia. La rinuncia, cioe’, da parte del centrodestra ad unavocazione maggioritaria, elemento non secondario del suoDna.

Gli scricchiolii erano stati troppo evidenti per nonavvertirli: prima Casini, poi Fini, poi con le ultimeelezioni la nascita di Fratelli d’Italia, il logoramento delrapporto con una Lega Nord in crisi. Il grande federatore,Berlusconi, inimitabile allenatore capace di riscaldare icuori del proprio club, ha visto erodere via via ilpatrimonio dei propri tifosi, sino all’appuntamentoelettorale del febbraio scorso: meno 6 milioni di voti.

Risultato appena temperato da un analogo cattivo score delPd.

Ora la svolta. L’egemonia nel centrodestra passa daBerlusconi ad Alfano ed ai quarantenni raccolti intorno alui, con una prospettiva apertamente europea nel solco dellafamiglia popolare. Vittoria postuma per Casini e per Monti,quest’ultimo, in particolare, blandito, usato, calpestato,dopo essere stato indicato come la bandiera in grado diraccogliere l’eredita’ dei moderati.

L’ex premier di Arcore, come Capitan Fracassa, ha fatto lafaccia feroce nel momento sbagliato. La mossa in extremis diBerlusconi al Senato di convergere sulla mozione di sfiduciaappare a tutti gli osservatori quello che e’: un espedienteper evitare di dichiarare bancarotta politica. La maggioranzanon cambia nei suoi confini. Sel e 5Stelle rimangonoall’opposizione, eppure e’ mutata con la nascita di nuovigruppi parlamentari nell’ambito del centrodestra. E’ lamaggioranza ”coesa” citata dal premier Letta, che hacostretto l’ex leader del Pdl a prendere atto che laseparazione tra sua vicenda giudiziaria e vicenda politicadel governo, a lungo sollecitatagli, alla fine coincideva conil suo interesse di mantenere uniti nella difesa della sualiberta’ i parlamentari raccolti intorno a lui.

Tempesta in un bicchier d’acqua dunque quella suscitatadallo statista di Villa san Martino sabato scorso?Tutt’altro. Lo tsunami sta lentamente erodendo antichecertezze con scelte politiche esplicite e dolorose, benlontane dagli usi felpati attribuiti all’esperienzademocratico-cristiana in questi giorni, da osservatoriquantomemo sospettabili quanto a provenienza. Larivendicazione di senso dello Stato, di cultura di governo,di vocazione europea fatta oggi dal premier, appartiene allamigliore tradizione della vita democratica italiana deldopoguerra. Forse oggi ha avuto inizio una nuova tappa nella vitapolitica del Paese.

dir/ss

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